Venerdi 9 Dicembre

F1, Gp Messico: Mercedes sale sull’Olimpo e la Ferrari sprofonda nell’oblio

LaPresse

L’ultimo appuntamento del Mondiale di F1 vede trionfare le due Mercedes, mentre per le Ferrari è una gara assolutamente da dimenticare

Il Gp del Messico, ultimo appuntamento del Mondiale 2015 di Formula Uno, è stato la perfetta parabola di un campionato che ha visto dominare la Mercedes – con 13 vittorie su 17 – mentre la Ferrari, obbligata ad un continuo inseguimento, ha commesso per forze di cose troppi errori. In Messico, Rosberg e Hamilton partono come due razzi, il tedesco rimane al comando senza troppi problemi, mentre il neo campione del Mondo fa gioco di squadra non attaccando Rosberg, regalando così una vittoria al tedesco e una doppietta alla Mercedes che impedisce a Vettel di chiudere il campionato al secondo posto.

Quest’ultimo è stato invece protagonista di una gara da dimenticare, una delle più brutte della sua carriera. Sebastian era partito subito dopo le Frecce d’argento, ma un contatto con la Red Bull di Ricciardo gli è costato una foratura alla gomma posteriore destra, cambiata dopo aver completato un intero giro con questo problema. Vettel passa comunque al contrattacco, cercando una disperata rimonta, ma l’irruenza del tedesco – capace di metetre a dura prova la resistenza delle gomme – lo porta ad un testa coda durante il 18° giro, facendolo di nuovo scivolare ultimo. Se Vettel piange, sicuramente Raikkonen non ride: dopo il problemi accusati in qualifica, in gara il finlandese stava recuperando preziose posizioni, quando un incidente con Bottas – simile a quello accaduto in Russia – ha fatto uscire di pista il pilota della Ferrari che ha visto rompere la sospensione destra della sua monoposto.

L’amarezza per il risultato delle due Ferrari è davvero grande, visto che le due rosse andavano molto forte in gara, ma gli errori commessi da entrambi i piloti hanno lasciato un grande rimpianto. Probabilmente, con un po’ di sangue freddo in più si poteva fare molto meglio, inoltre non si può neanche dare la colpa alla pressione subita dai piloti della Ferrari, considerando che i giochi per la vittoria del Campionato si sono chiusi da un pezzo, ovviamente a favore dei tedeschi.