Giovedi 8 Dicembre

Dall’Heysel al Bataclan due stragi evitate: ecco il miracolo di Massimiliano Natalucci

A 15 anni è scampato alla tragedia dell’Heysel, dopo 30 anni ecco un altro miracolo. La sorella rivela: “non è un caso che a 8 anni è stato baciato da Papa Wojtyla in piazza San Pietro”

Trent’anni fa la strage dell’Heysel, oggi quella del Bataclan. Filo conduttore? Massimiliano Natalucci da Senigallia uscito vivo da entrambe queste tragiche situazioni.

heysel La notte della finale dei Coppa dei Campioni disputata la notte del 29 Maggio 1985, Massimiliano aveva 15 anni e solo per miracolo riuscì a mettersi in salvo mentre intorno a lui crollava tutto: “a 15 anni è scampato alla strage dell’Heysel, dove era andato con nostro padre e uno zio – racconta la sorella di Massimiliano, Federica – le ore di ieri sera mi hanno fatto rivivere quelle angosciose dell’Heysel, quando non c’erano neppure i telefonini e non sapevamo cosa stesse succedendo“. Dopo 30 anni la vita ha nuovamente sorriso all’uomo di Senigallia che, oggi 45enne, si è trovato a soli tre metri dall’attentatore: “hanno avuto un terrorista a tre metri di distanza tutto il tempo – racconta il padre al Corriere Adriatico – fino a quando le teste di cuoio hanno fatto irruzione nel teatro e quindi sono riusciti a mettersi in salvo“.

imageDa Massimiliano poche ma importanti parole: “state tranquilli, sto bene“. Natalucci non era solo al concerto, con lui c’era una sua amica, Laura Appolloni, a cui è andata peggio rispetto all’amico: “sto per essere operata – ha detto al Gr1 -. Ho un residuo di pallottola nella spalla destra che ha sanguinato parecchio. Durante il concerto si sono sentiti gli spari. Erano due persone con le mitragliette, hanno sparato per 10 minuti ininterrottamente, avranno sparato 5000 proiettili e io ne ho preso uno. Anche se si stava bassi, rasoterra, hanno sparato così tanto… Io per fortuna stavo sotto il palco e sono fuggita passando dietro le quinte, sfondando le uscite di sicurezza e passando sui tetti. Io e un’altra cinquantina di persone, quindi non abbiamo vissuto l’incubo di dentro. Siamo rimasti due ore in silenzio, poi le forze di sicurezza ci hanno tirati giù dal tetto“. Max è scampato anche a due gravi incidenti stradali (uno dei quali nel 1989 quando morirono tre amici dai quali Max si era separato mezzora prima). E per la sorella Federica non è un caso: “a 8 anni è stato baciato da Papa Wojtyla in piazza San Pietro“.