Sabato 10 Dicembre

Buffon campione senza tempo, 20 anni dal suo esordio: “e pensare che non volevo fare il portiere…”

LaPresse/Daniele Badolato

Da Parma-Milan del 19 novembre 1995 a Juve-Milan del 21 novembre 2015, 20 anni di Gigi Buffon: “ho iniziato da attaccante, poi mio padre mi convinse a cambiare”

20 anni di passioni, 20 anni di parate, 20 anni di trofei. Oggi Gigi Buffon festeggia i 20 anni dall’esordio in serie A, era il 19 novembre del 1995, al Tardini si giocava Parma-Milan e Nevio Scala, nei giorni precedenti il match, dovette fare i conti con l’infortunio di Luca Bucci.

Gianluigi-Buffon-ParmaUnica soluzione schierare il vice, Gigi Buffon, alla prima partita tra i grandi. Baggio, Weah, Simone…Tutti fermati, tutti respinti. Finì 0-0, ma quel ragazzino non passò inosservato: “meritavamo di vincere ma non ci siamo riusciti perché ci siamo trovati davanti Buffon” commentò Fabio Capello a caldo. 565 presenze dopo, Gigi è ancora lì, pronto al suo ennesimo Juve-Milan, e pensare che non doveva neppure essere un portiere: “quando ho cominciato a giocare, come tutti i bambini, non facevo il portiere. Mi piaceva fare gol; alla fine tutto sta nel mettere la palla in rete. Dai sei o sette anni, ho cominciato a giocare a centrocampo, o da libero, e mi piaceva molto ad essere sincero. Ero un bambino molto vivace”.

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Poi la decisione di cambiare ruolo, convinto da una persona particolare: “mio padre mi suggerì di cambiare ruolo e di provare a giocare in porta. A me piaceva sempre trovarmi al centro del gioco, ma anche fare nuove esperienze. E alla fine decisi di provare a fare il portiere per un anno, dopo il quale sarei tornato a giocare in mezzo al campo”. Non cambiò più: “dopo appena cinque o sei mesi sono diventato un buon portiere. Probabilmente avevo un certo talento in quel ruolo e subito tutti hanno cominciato ad accorgersene. Un anno dopo ero già il portiere del Parma”. Una carriera vissuta sempre al massimo, tanti trofei conquistati tranne uno, la Champions League sfiorata nelle finali di Manchester e Berlino. Proprio la città tedesca, però, racchiude un ricordo indelebile per Buffon, la vittoria della Coppa del Mondo nel 2006, il punto più alto toccato con la maglia azzurra addosso: “il mio primo ricordo della nazionale risale alla Coppa del Mondo del 1982 – ci racconta il capitano dell’Italia -.

LaPresse/Reuters

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Ricordo quei giorni a casa nostra o da mio zio, con tutta la famiglia, con le cene interminabili guardando le partite. Ricordo anche che durante le partite io uscivo fuori o in balcone a giocare. È bello ricordare le urla di gioia e delusione che sentivo dal balcone“. Buffon è ancora li, pronto per una nuova sfida, l’Europeo del 2016. Sarà ancora lui a decidere il tipo di urla del popolo italiano, saranno di gioia o di delusione?