Martedi 6 Dicembre

Boxe, il grido di dolore di Muhammad Alì: “sono prigioniero nel mio corpo”

L’ex manager della leggenda della boxe mondiale rende note le gravi condizioni in cui versa Alì: “compie uno sforzo enorme anche per la comunicazione più semplice”

Dolore, disperazione e voglia di morire. E’ questo quello che prova Muhammad Ali secondo il suo ex manager Gene Kilroy.

aliLa leggenda 73enne della boxe versa in condizioni davvero gravi che peggiorano di giorno in giorno, lo stesso morbo di Parkinson, diagnosticatogli nel 1984, degenera senza fermarsi. “E’ un prigioniero nel proprio corpo. E’ dura vederlo come è oggi“, dice Kilroy, come si legge sul New York Daily News. “Riesce appena a camminare e parla con difficoltà. Ora deve compiere uno sforzo enorme anche per la comunicazione più semplice. Ma quando lo fa, ogni parola merita attenzione“. Nonostante la situazione drammatica “non ha paura nemmeno adesso – continua Kilroy – dice che starà qui fin quando Dio lo vorrà. Quando arriverà il suo momento, non avrà rimpianti. Ha ottenuto tanto’“. A dicembre dello scorso anno, Ali è stato ricoverato per una polmonite e, qualche settimana più tardi, ha avuto bisogno nuovamente delle cure mediche per un’infezione del tratto urinario.