Giovedi 8 Dicembre

“Biscotti storici”: quando Hunt beffò Lauda

La Presse

Un biscotto che all’epoca non fece troppo rumore al contrario di quello che la Moto Gp ci ha regalato, una rivalità tra Hunt e Lauda con qualche sotterfugio e sgambetto di troppo…

Si è parlato molto, forse troppo, recentemente, di biscotto. E lo si è fatto nel mondo dei motori. Con accuse pesanti. Instillando la cultura del sospetto. Anni fa, nel 1976, sempre restando nel mondo dei motori e della velocità, ebbe luogo un “biscotto” parecchio più problematico e ben più “profondo” a livello psicologico. Si trattava dell’ultima gara, quella decisiva per assegnare il titolo mondiale piloti in Formula 1. Si correva in Giappone, sul circuito del Fuji. Lauda e Hunt i due rivali nella corsa al titolo. Lauda, reduce dall’incidente del Nurburgring, aveva visto la morte in faccia, eppure, dopo un’operazione drammatica i cui risultati sono visibili ancora oggi sul suo volto, si presentò alla partenza con l’intento di vincere gara e mondiale. E qui avvenne il pasticciaccio. A un certo punto sul circuito si scatena un vero e proprio nubifragio. Lauda, prima del via, riceve tutti i piloti del circuito nella sua berlina parcheggiata subito fuori dai box: i suo colleghi, unanimemente, dicono a Lauda che in quelle condizioni non correranno il GP. Viene quindi presa una decisione comune: i piloti partiranno, per esigenze e diritti televisivi, faranno un giro, e poi, restanti le condizioni atmosferiche pessime, si fermeranno. Insieme. Questo fu il tacito accordo raggiunto. La realtà vide invece Lauda ritirarsi alla fine del primo giro (e poi accusato di avere paura) e gli altri piloti correre la gara. Nel finale, addirittura, Jones, terzo, lasciò facilmente passare Hunt, facendogli guadagnare la certezza matematica del titolo di campione mondiale di Formula 1. Lauda, ferito nel corpo e nell’anima, di questo episodio preferì non parlare mai. Questione di stile. E di carattere.