Martedi 6 Dicembre

Antonio Conte svela il suo futuro: “resto qui? Dipende dall’Europeo”

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

Il commissario tecnico italiano sottolinea che la sua permanenza sulla panchina dell’Italia dipenderà dai risultati che la squadra coglierà in Francia al prossimo Europeo

Mancano poche ore all’amichevole di questa sera tra Italia e Belgio che si disputerà allo stadio Re Baldovino di Bruxelles. Antonio Conte si presenta ai microfoni della Rai tralasciando per un momento l’impegno di questa sera per concentrarsi sull’Europeo della prossima estate.

Italy Training Session & Press ConferenceFaremo un Europeo al massimo e il mio futuro dipenderà molto dal risultato. Il mio prosieguo sulla panchina azzurra dipenderà da quello. Del resto il nostro lavoro viene giudicato per i risultati“. Quattro anni fa Cesare Prandelli condusse gli azzurri in finale, ma fu una partita amara perchè la Spagna vinse 4-0: “mi piacerebbe ripetere l’Europeo di Prandelli che è stato straordinario – prosegue Conte, elogiando il lavoro del suo predecessore – prendiamo esempio da quello che è successo 4 anni fa, non è giusto ricordare sempre il Mondiale in Brasile e non l’Europeo 2012. Anche in Italia si ricordano gli insuccessi e poche volte i grandi traguardi”. Poi una battuta sul ritiro: “non voglio entrare nei precedenti, per me l’importante è che i giocatori stiano dentro la realtà dell’Europeo. Devono sentirne il profumo. Poi le mogli e le fidanzate si possono incontrare nei giorni liberi“. Dopo queste due amichevoli, Antonio Conte vedrà i suoi ragazzi a marzo, troppo tardi secondo il ct: “mi fa rabbia non vedere più i giocatori fino a marzo perché è grazie all’intensità del lavoro che riesci ad avere buoni frutti. Quando hai la possibilità di allenarli almeno una volta al mese basta dare una spolverata per rimetterli al lucido.

 LaPresse/Davide Anastasi

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Così, invece, devi sempre ricominciare da capo. In Italia è difficile portare avanti un progetto di crescita“. Poi parla dei singoli: “Pellè è l’esempio di come potere sia volere. Snobbato dal calcio italiano si è costruito una bella carriera all’estero. Ha un grandissimo spirito di sacrificio. Marchisio? È importante il suo ritorno perché sa fare tutto. Può interpretare qualsiasi schema o modulo“.