Giovedi 8 Dicembre

Alex Schwazer collabora con l’Agenzia Antidoping russa: “ho fatto i nomi degli atleti dopati”

LaPresse/Fabio Cimaglia

Il marciatore altoatesino ha dichiarato di aver collaborato con la Rusada facendo i nomi degli atleti russi che gli hanno confidato di assumere sostanze dopanti

Sullo scandalo doping che sta investendo l’Atletica russa interviene anche Alex Schwazer. Il marciatore altoatesino ha rivelato di essere entrato in contatto, due mesi orsono, con l’agenzia antidoping russa, la Rusada, facendo i nomi di quegli atleti che gli avevano confidato di assumere sostanze proibite.

LaPresse/Reuters

LaPresse/Reuters

In merito alla questione dei marciatori russi, ai quali ho fatto precisi riferimenti nelle dichiarazioni rese alla Procura della Repubblica di Bolzano fin dall’agosto 2012 e poi confermate davanti alla Procura antidoping del Coni, tengo a precisare che circa due mesi fa, l’Agenzia antidoping russa (Rusada) sulla base degli atti trasmessi alla stessa dalla Procura antidoping del Coni, ha inviato all’Avvocato Gerhard Brandstatter – che mi assiste legalmente – una richiesta di collaborazione nell’indagine da loro aperta, invitandomi a rispondere ad una serie di domande che riguardavano i contenuti di un colloquio che avevo avuto con i marciatori della squadra nazionale russa. Ho fornito la mia collaborazione rispondendo con tutta la completezza possibile ai loro interrogativi ed indicando, quindi, i nomi degli atleti che avevano parlato con me e le ammissioni di doping che mi avevano dettagliatamente esternato“.

LaPresse/Reuters

LaPresse/Reuters

Lo ha dichiarato il marciatore italiano Alex Schwazer sullo scandalo doping in Russia. “Già nel 2008, dopo la mia vittoria olimpica, in alcune interviste avevo fatto riferimento ai sospetti di doping che avevo maturato nei confronti di alcuni miei avversari russi. Poi nel 2011, dopo continui casi di doping che avevano coinvolto i marciatori di questo Paese, ho avuto ai Campionati Mondiali di Daegu la certezza del doping del gruppo guidato dall’allenatore Victor Chegin, per loro stessa ammissione. Questo non giustifica il grave errore che ho commesso ricorrendo anch’io al doping, per cui questa dichiarazione va solo intesa come una precisazione di ciò che è realmente avvenuto e che i fatti di oggi stanno, completamente e tristemente, confermando“.