Sabato 3 Dicembre

Salto in lungo, Kevin Ojiaku si racconta: “lo sport mi ha fatto diventare uomo”

L’atleta delle Fiamme Gialle ha incontrato gli studenti del liceo scientifico-sportivo genovese Martin Luther King: “coniugare sport e studio è possibile, basta organizzarsi”

Ascolta raggaeton prima delle gare, adora pasta e pane e vuole andare alle Olimpiadi del prossimo anno: Kevin Ojiaku, padre nigeriano e madre italiana, campione di salto in lungo del Gruppo sportivo Fiamme Gialle, ha incontrato gli studenti del liceo scientifico-sportivo genovese Martin Luther King, nell’ambito del progetto ‘Sport e integrazione’ promosso per il secondo anno, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali col Comitato olimpico (Coni).
ojiakuLo sport mi ha fatto diventare uomo – dice Kevin, 27 anni, record di salto in lungo con 7,90 metri all’aperto e 7,91 indoor, ora deciso a raggiungere gli 8,10 per andare alle Olimpiadi – Se ti piace, la fatica non ti costa ed e’ uno strumento di crescita continua“. Sollecitato dalle domande dei ragazzi, Kevin ha parlato di razzismo : “al massimo mi sono beccato un ‘negro’ ma a 14 anni ero gia’ alto 1,95, quindi non osavano“, ha raccontato della fatica della dieta: “niente superalcolici, poche uscite serali e poco vino e birra” e ha invitato i ragazzi a studiare: “adesso voglio prendere una laurea in scienze motorie per riscattare anni di scarso impegno a scuola“. Infine ha concluso con un suggerimento: “coniugare sport e studio e’ possibile, basta organizzarsi“. La dirigente del Coni nazionale, Stefani Lella, ha spiegato che il progetto coinvolge dieci atleti e dieci scuole in altrettante citta’ italiane con forte immigrazione, tra cui Milano, Bologna e Napoli, e si conclude a novembre.