Sabato 10 Dicembre

Rugby: John Kirwan ricorda la finale dell’87 : “vincemmo 50 dollari, subito spesi in alcool”

L’ex all black ricorda la finale vinta contro la Francia nel lontano 1987: “si giocò di sabato, lunedì eravamo già tutti a lavoro”

E’ la vigilia della madre di tutte le partite, la finale della Rugby World Cup che domani incoronerà i campioni del mondo della palla ovale. Si sfidano Nuova Zelanda e Australia, All Blacks contro Wallabies, il meglio del rugby va in scena in Inghilterra, nel tempio di Twickenham che trasuda leggenda.

LaPresse/Reuters

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L’ottava edizione della Coppa del Mondo passerà alla storia anche per gli spaventosi numeri che la caratterizzano, due milioni e mezzo di spettatori e duecento milioni di euro di utili. Dati inimmaginabili ventotto anni fa, quando tutto è cominciato, quando ancora il rugby era roba per appassionati e non per professionisti. Gli All Blacks però già dettavano legge, lo facevano con John Kirwan nel cuore del proprio schieramento e, proprio lui, ci racconta com’erano quei tempi: “per spiegarlo vi dico solo una cosa: la finale di allora, giocata contro la Francia, si giocò un sabato di giugno. La maggioranza di noi, il lunedì successivo, si presentò regolarmente sul posto di lavoro. Io, per esempio, nella mia rivendita di auto di Auckland. A Craig Green (l’altra ala titolare all black, poi a sua volta «italiano») andò peggio: domenica, all’alba, era nella sua Christchurch, a -4°, a costruire tetti di case“. Il denaro non era la componente principale, contava vincere e divertirsi: “grazie a quella finale guadagnammo circa 50 dollari e li spendemmo a bere coi francesi dopo il match“.

kirwan1Non ci sono punti di contatto tra quel rugby e quello moderno, secondo Kirwan è tutto diverso: “in questi giorni molti mi chiedono di fare paragoni. è impossibile. I giocatori sono diversi, il gioco stesso è diverso. Persino l’uso del ghiaccio è mutato. Oggi si mette in acqua per il recupero muscolare e per prevenire gli infortuni. All’epoca si usava solo per gelare le birre”. Un pronostico sulla gara di domani è d’obbligo: “la logica dice gli All Blacks, soprattutto se limiteremo la terza linea Wallaby. Ma una finale è una finale: nel 2011, nella fase a gironi, rifilammo 20 punti alla Francia, in finale vincemmo 8-7 soffrendo sino all’ultimo”. Infine il futuro: “l’esperienza coi Blues mi ha insegnato che in futuro, più che un ruolo da campo, ne preferirò uno da direttore sportivo, da dirigente. Di certo resterò nell’ambiente, il rugby è la mia vita. Nel frattempo mi dedico anche ad altro. Per esempio all’esportazione in Nuova Zelanda del Prosecco della Valdobbiadene: laggiù, come per tutto ciò che è italiano sin da dopo le Guerre, ne vanno matti”.