Venerdi 9 Dicembre

Rugby, il presidente federale Gavazzi promuove l’Italia: “a Brunel e ai ragazzi dò un bel 6.5”

Il presidente Gavazzi analizza il Mondiale giocato dagli azzurri e le prospettive future della Nazionale, partendo dal nuovo ct che si insedierà a giugno

Il Mondiale di Rugby è arrivato alle sue fasi finali, nel prossimo week-end si giocheranno le semifinali e di squadre europee nemmeno l’ombra. L’Italia ha salutato tutti già al termine della prima fase, estromessa da squadre più forti come Francia e Irlanda contro cui però gli azzurri non hanno demeritato.

LaPresse/PA

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Il presidente federale Gavazzi elogia la prova degli uomini di Brunel: “all’Italia do un bel 6,5 perché vincere le due partite che si dovevano vincere era da 6, e aver giocato alla pari con l’Irlanda vale mezzo punto in più. Con gli irlandesi abbiamo mostrato una buona organizzazione difensiva e avremmo potuto vincere. Abbiamo pagato due errori in touche. Con la Francia, invece, ci siamo trovati sul 18-3 senza accorgercene, pagando situazioni particolari che hanno portato a 20 calci contro. Se voi vedete un’insufficienza non so che dire, è ovvio che speravamo nei quarti di finale, ma in otto edizioni dei Mondiali non abbiamo mai fatto meglio di così. Oggi siamo da 10/11 posto, quindi la top 8 è lontana”. Messa alle spalle la rassegna inglese, si pensa già al Mondiale del 2019 dove l’Italia arriverà rinnovata nel roster e nella guida tecnica: “stiamo già lavorando per i Mondiali 2019 e un’analisi della Fir ha evidenziato che abbiamo potenzialmente 100 giocatori, tra chi c’è già e i giovani prospetti.

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Il problema è che con due sole franchigie i posti per gli italiani sono 60. Nell’Accademia, invece, dobbiamo lavorare sulla tecnica individuale, sull’alimentazione e la mentalità. Serve una terza franchigia per alzare a 100 gli azzurri da testare all’alto livello, mentre adesso puntiamo a un test degli Emergenti durante il novembre internazionale e due durante il Sei Nazioni”. A giugno ci sarà il nuovo ct ma Brunel ha ancora un compito da portare a termine, ovvero il prossimo Sei Nazioni: “con Brunel ho parlato un paio di giorni fa. Non ha mai messo in dubbio la sua presenza al Sei Nazioni, mi ha chiesto solo quale fosse il mio obiettivo. Semplice, vincere. Dovrà schierare la squadra migliore, per sperimentare ci sarà tempo a giugno con il nuovo ct. Non credo che Brunel negli ultimi due giorni abbia messo i remi in barca, né credo che non abbia la stima del gruppo”.

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Infine un cenno sui giocatori sui quali puntare a medio e lungo termine: “non ho parlato con i giocatori, sono convinto che i Ghiraldini e gli Zanni saranno il futuro azzurro. Parisse non so, ovviamente è lui che deve decidere, che deve capire se ha le motivazioni per continuare in azzurro. Ha questioni contrattuali importanti in Francia e noi possiamo venirgli incontro umanamente, non contrattualmente. Parisse diverso dagli altri? Non mi risulta sia culo“.