Domenica 4 Dicembre

Pattinaggio su ghiaccio, Isu troppo severa, aperta indagine: “gli atleti devono essere liberi”

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La federazione internazionale di pattinaggio su ghiaccio accusata di non rispettare le regole europee sulla concorrenza

Lo sport e’ una passione, ma anche un’attivita’ economica. E quindi i pattinatori su ghiaccio devono essere liberi, nei pochi anni in cui sono al top, di partecipare alle esibizioni, finora vietate dal rigido regolamento della federazione internazionale di pattinaggio su ghiaccio che altrimenti prevede l’esclusione a vita da olimpiadi, mondiali ed europei. Parola della Commissione Ue, che ha deciso di aprire un’indagine formale sulle regole dell’Isu in odore di violazione delle regole europee sulla concorrenza. Il caso e’ stato portato all’attenzione di Bruxelles da due pattinatori di velocita’ olandesi, Mark Tuitert, vincitore della medaglia olimpica nei 1.500 metri nel 2010, e Niels Kerstholt.

LaPresse/Fabio Ferrari

LaPresse/Fabio Ferrari

Inviati a partecipare alla nuova competizione sudcoreana Icederby a Dubai, hanno dovuto rinunciarvi in quanto evento non riconosciuto dalla federazione internazionale di pattinaggio su ghiaccio e quindi passibile della radiazione a vita dalle competizioni ufficiali. Con un premio da 2 milioni di dollari, per l’Isu c’e’ il rischio di scommesse illegali, e per questo si e’ detta “fiduciosa che le sue regole rispettino quelle Ue sulla concorrenza” e che “sono necessarie per proteggere i pattinatori dai seri rischi posti dalla corruzione nello sport“. “Riconosciamo e rispettiamo il ruolo delle federazioni internazionali sportive, soprattutto in termini di salute e sicurezza degli atleti e integrita’ delle gare, tuttavia nel caso dell’Isu“, ha dichiarato la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager, “indagheremo se sia stato fatto un abuso di tali regole per costituire un monopolio nell’organizzazione degli eventi sportivi“. Gli atleti, infatti, ha aggiunto la commissaria, “possono gareggiare ai piu’ alti livelli solo per un numero limitato di anni, quindi ci deve essere una buona ragione per impedire loro di partecipare agli eventi“. L’apertura del procedimento per cui non ci sono scadenze temporali, ricorda Bruxelles, non pregiudica il risultato delle indagini della cui apertura sono stati informati l’Isu, i due pattinatori olandesi, e le autorita’ antitrust dei 28 stati membri piu’ Svizzera.