Domenica 4 Dicembre

Parla Stefano Eranio: “sono amareggiato per quello che è successo”

Non si placano le polemiche fra Stefano Eranio e la televisione svizzera

Non si placa la polemica tra Stefano Eranio e i vertici della Televisione Svizzera Italiana, dopo l’episodio di presunto razzismo dell’ex calciatore del Milan, che ha portato alla clamorosa rottura del rapporto di collaborazione che era in corso.

L’episodio incriminato risale a domenica sera, quando intervenendo al programma “La Partita Perfetta”, trasmissione sportiva in onda ogni domenica sera su Sport 1, Eranio ha usato parole scomode e poco consone rispetto al contesto in cui si trovava. Risolto il contratto fra le due parti, adesso è il momento del contrattacco da parte dell’ex giocatore, a gamba tesa nei confronti dei dirigenti che lo hanno licenziato con un comunicato: “Sono veramente avvilito per quello che è successo. Come ho già detto, mi scuso se ho offeso qualcuno e non era certo mio intento farlo. Chi mastica calcio ha capito dove volevo andare a parare. Quel che mi dispiace è che quando hanno dato la notizia hanno tagliato dei pezzi. Sostengono che io avrei detto che ‘i giocatori di colore non pensano’. Invece no. Io ho detto che i giocatori di colore ‘non pensano da squadra sulla linea difensiva’, per esempio escludendo tutti quelli che non sono difensori. Ho sbagliato a generalizzare, sicuro, anche perché Rudiger è tedesco. Ma tatticamente gli africani per cultura calcistica non sono particolarmente preparati. Meglio per noi perché sennò vincerebbero sempre loro il campionato del mondo”.

LaPresse/Jennifer Lorenzini

LaPresse/Jennifer Lorenzini

Una voce che sembra quasi rotta per l’emozione e che continua passando però alla linea offensiva: “Sono amareggiato per quello che è successo. Ognuno può pensarla come vuole, per carità. La Tsi ha preso le distanze da me e io rispetto la loro scelta, ma non condivido quello che hanno fatto. Si sono comportati da vigliacchi. Ci ho messo 49 anni per costruire un’immagine di sportivo pulito. Per dieci anni sono stato allenatore di settore giovanile insegnando calcio a 360 gradi e insegnando a stare al mondo secondo regole e principi rigidi. Sono padre di famiglia, ho insegnato anche ai miei figli a stare al mondo. In trenta secondi hanno voluto cambiare tutto. Sarebbe bastato non chiamarmi più. Io ho sbagliato certo, ma loro con quel comunicato hanno alzato un polverone di cui si poteva certo fare a meno”.

Sicuramente una brutta pagina di sport, che coinvolge un uomo che fino all’episodio in questione si è sempre distinto per professionalità e modi assolutamente perbene: equivoco o no, basteranno queste “scuse” di Eranio per smontare la polemica?