Venerdi 9 Dicembre

Nuova Zelanda-Sudafrica: 20-18, vincono i Neozelandesi e la leggenda continua

LaPresse/PA

La semifinale che per molti vale una finale anticipata vede il successo per 20-18 della Nuova Zelanda

È una delle rivalità più sentite e vissute dello sport mondiale e oggi, nel tempio di Twickenham, si è rinnovata in grande stile. Nuova Zelanda-Sud Africa, All Blacks versus Springboks: cosa si può desiderare di più? In palio un posto nella finale iridata, ma per molti esperti del settore la sfida potrebbe valere il titolo stesso.

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All Blacks contro Springboks quindi, per una storica rivalità da leggenda che inizia nel lontano 1921: se oggi a decidere potrebbero essere i calci di Carter e Pollard, la partita che varrà la finale di quest’edizione dei Mondiali non sarà soltanto il 91° scontro fra due squadre titaniche del rugby mondiale, ma anche una sfida che si lega indissolubilmente alla Haka neozelandese e alla lotta contro l’Apartheid, che proprio una vittoria mondiale dei Sudafricani del rubgy rese storica una ventina d’anni orsono.

Nel match odierno ha vinto la tensione, palpabile ed evidente per tutta la prima parte dell’incontro:  il primo tempo si chiude sul punteggio di 12-7 per i Sudafricani. Decisivo per il vantaggio degli Springboks è stato il calcio di punizione di Pollard al 21’, bravo a mantenere la calma al 40’ per chiudere il primo tempo. All Blacks in questa prima frazione molto fallosi e rimasti in inferiorità numerica al 39’ per l’ammonizione inflitta a Kaino, colpevole di fuorigioco.

Il secondo tempo di questa sfida infinita racconta il risveglio dei Neozelandesi: al 46’ arriva il drop di Carter per il 10-12, al 52’ la meta degli All Blacks con un gran lavoro di Nonu che manda in meta Barrett, con  Carter che non sbaglia la successiva trasformazione per il 17-12 . In un attimo il risultato è stato completamente capovolto.

Al 57’ i Sudafricani però conquistano una punizione e Pollard aggiunge 3 punti allo score del match, avvicinandosi agli avversari per il 15-17.  Mancano poco più di 20 minuti e la tensione è massima.

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Carter al 63’ non sbaglia un nuovo calcio e gli All Blacks allungano nuovamente per il 20-15, imitato però dal sudafricano Lambie che al 68’ centra i pali e accorcia sul 18-20. Nervosismo e placcaggi duri non mancano in campo: la posta in palio è troppo alta per non tentarle tutte.

Gli ultimi 10 minuti presentano mischie dure, durissime, l’ovale che scappa via da mani grandi ma che possono anche tremare, punizioni dall’una e dall’altra parte, ma con gli All Blacks che stoicamente resistono. A vincere è infatti la Nuova Zelanda, che regola per 20-18 gli storici rivali oggi veramente tosti e restii a mollare, volando da favoriti in finale, poco importa che vincerà nella sfida di domani: gli All Blacks hanno ballato la loro Haka e vogliono il titolo.