Martedi 6 Dicembre

Moto Gp, caso Rossi-Marquez: Alex Zanardi consiglia il ‘Dottore’

LaPresse/Reuters

Anche Alex Zanardi esprime il proprio pensiero sulla vicenda che vede protagonisti  Valentino Rossi e Marc Marquez: duello senza fine, destinato a far parlare a lungo di sé. Ben oltre Valencia…

Un episodio destinato a far discutere. E che coinvolge tutti, non solo gli ex campioni di Moto Gp. Lo scontro tra Valentino Rossi e Marc Marquez riscalda gli animi, a due settimane dalla gara di Valencia in cui il Dottore, che partirà dall’ultima posizione in graduatoria, proverà la ‘mission impossible’ Mondiale. Sull’episodio è intervenuto anche Alex Zanardi, che si è espresso così sula vicenda intervistato da ‘Lettera 43’:

Vorrei vedere Valentino che va in pista e onora la sua stagione con la miglior gara possibile. Che senza neanche bisogno di dirlo, mostra di aver compreso l’ennesima lezione di vita e di averne fatto tesoro. Vorrei vedere un Valentino che va Valencia e fa tutto il possibile per far riemergere la sua bellissima annata, perché sono profondamente convinto che tutti i piloti che corrono al Motomondiale siano lontani dall’aver dimostrato quello che Valentino invece ha dimostrato. Valentino avrebbe dovuto essere più consapevole che un clima del genere si sarebbe potuto venire a creare. O perlomeno, chi gli sta attorno, chi gli vuole bene e lo consiglia, avrebbe dovuto aiutarlo a non cadere in un tranello simile.

Perché sai, alla sua età, gli puoi perdonare il fatto che con la gomma nuova in qualifica non riesca a piegare sfregando con le orecchie per terra, come fanno i suoi avversari ragazzini. Ma nessuno giustamente gli perdona il fatto che abbia reagito alla provocazione di un pilota che ha appena compiuto 20 anni. Valentino è l’ultimo dei grandi eroi dello sport. Con l’interesse che è riuscito a calamitare sulla MotoGp, da solo, paga metà dello stipendio a tutti gli altri. Non si tratta affatto di una scusante, sia chiaro. Ma l’essere umano è vulnerabile e imperfetto per natura. In questa circostanza, mi sembra che tanti ragazzi che dovrebbero mordersi la lingua si sono sentiti invece non solo autorizzati, ma addirittura in dovere di esprimere un’opinione solo per andargli addosso”.