Martedi 6 Dicembre

Ivan Basso, omaggio ad un campione vero

LaPresse/Spada

Una carriera tra alti e bassi, tra momenti di gioia e momenti difficili da affrontare quella di Ivan Basso, un campione vero che ha annunciato oggi il ritiro dal mondo agonistico

Ha scelto il suo palcoscenico preferito, il Giro d’Italia, per annunciare quello che era nell’aria da giorni: Ivan Basso appende la bici al chiodo. Non uscira’ dal ciclismo, perche’ la Tinkoff-Saxo gli affidera’ un ruolo all’interno del team che unira’ gli aspetti manageriali e tecnici e che sara’ specificato nelle prossime settimane.

LaPresse/Reuters

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Il 37enne varesino, con la squadra di Alberto Contador dal 2015, ha deciso di uscire di scena dopo l’operazione ai testicoli subita lo scorso 15 luglio per rimuovere un cancro, diagnosticatogli in seguito ad una caduta durante la quinta tappa del Tour. Il ritorno in sella il 17 agosto e la certezza di aver sconfitto il male, giuntagli il 24 settembre, non lo hanno dissuaso: Basso smette di correre ed il ciclismo perde uno dei campioni piu’ completi della sua generazione. “Ogni atleta sa che la sua luce non brillera’ luminosa per tutta la sua carriera. Inevitabilmente, a un certo punto, diminuira’ e bisogna essere saggi per capire che e’ arrivato il momento di spegnerla“, le sue parole alla platea dell’Expo.

ivan bassoE Basso aveva capito di non poter piu’ reggere il ritmo del gruppo anche prima del Tour, dove avrebbe dovuto aiutare il suo capitano, Contador, a conquistare una storica doppietta dopo il trionfo al Giro: “Quando mi sono aggregato alla Tinkoff-Saxo, una delle migliori squadre del mondo, il mio obiettivo era quello di aggiungere un valore superiore ad una squadra che ne aveva gia’, altrimenti non avrebbe avuto alcun senso” . “Anche se il mio ruolo e’ quello di essere un gregario eccellente, devo eseguirlo al piu’ alto livello e quando prendiamo parte alla gara piu’ importante dell’anno, devo essere una risorsa per la squadra, non una passivita’ – ha commentato Basso – Non ho motivo di tradire i miei fan e tutte le persone che hanno creduto in me in tutti questi anni. Avrei potuto continuare a gareggiare ma non sarei stato competitivo. Avrei potuto prendere parte ad altre corse senza pero’ poter lottare sino alla fine. Quando l’adrenalina e’ sostituita dalla paura, allora e’ il momento di lasciare”.

Lapresse/Alfonso Catalano

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Basso, il cui ultimo successo risale alla Japan Cup del 2012, ha in bacheca due Giri d’Italia, del 2006 e 2010, ed i podi al Tour de France 2004 (terzo) e 2005 (secondo). Iridato in linea tra gli under 23 a Valkenburg 1998, fu inplicato nella ‘Operacion Puerto’, la maxi inchiesta di doping della guardia civil spagnola e, nel 2006, fu escluso dalla partenza del Tour: successivamente confessera’ i suoi rapporti con il medico Eufemiano Fuentes, di aver tentato l’emotrasfusione prima della Grande Boucle ma di non aver mai fatto uso di sostanze illecite. Pur non essendo mai risultato positivo viene squalificato per due anni. Lo stop pero’ non lo allontano’ dal ciclismo ed anzi rientro’ piu’ convinto che mai a ritentare l’assalto al Giro e Tour, senza pero’ ottenere piu’ i risultati dei suoi momenti migliori. Da qui, la volonta’ di svolgere un gregariato di lusso per cogliere eventuali successi, anche non di prima fascia. Il meglio, pero’, il campione lombardo l’aveva gia’ dato.

Un campione vero, umile, senza grilli per la testa, che sicuramente mancherà al ciclismo agonistico, ma che, come da lui dichiarato, non scomparirà. Speriamo dunque di vedere presto Ivan “Il Terribile” anche se non in veste di corridore.