Sabato 3 Dicembre

Inter e Albania si coccolano Rey Manaj, il gioiello nerazzurro che ricorda Boninsegna

LaPresse/Francesca Soli

Il giovane attaccante diciottenne dell’Inter ha stregato tutto l’ambiente nerazzurro, adesso Mancini ha una carta in più da giocarsi

Il diciottenne Rey Manaj ha qualcosa, dentro e fuori, che può ricordare ai tifosi nerazzurri un attaccante indimenticato e indimenticabile da chi supporta l’Inter da qualche decennio: Roberto “Bonimba” Boninsegna.

 LaPresse/Francesca Soli

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Già qualche tempo fa, nei momenti in cui Mancini gli diceva di scaldarsi a bordo campo, la testa squadrata, il collo grosso, il fisico non longilineo ma possente, le gambe forti, e una certa “cattiveria” di fondo” avevano colpito piacevolmente gli spalti della San Siro nerazzurra. L’esultanza dell’attaccante albanese classe 97 al momento del gol di Jovetic contro la non era passata inosservata alla curva dei supporters. E la sua prestazione durante il Trofeo Berlusconi è parsa confermare quanto di buono si era intravisto o sperato fin qui. 61 minuti giocati senza paura di niente e di nessuno. Niente paura di De Jong. Nessun timore di Mexes. Un “derby” passato a “darle e a prenderle” senza troppe sceneggiate inutili. E con strette di mano allo scoccare del triplice fischio. Dicono che Rey Manaj sia uno libero di testa, che non senta la pressione, che può crescere molto. In questo percorso di crescita potrebbe essere molto utile al giovane albanese la visione di qualche partita in cui il numero 9 nerazzurro era il signor Boninsegna. Siamo certi che Rey potrebbe trovare molte cose davvero interessanti.