Giovedi 8 Dicembre

F1: le confidenze di Sebastian Vettel, il passaggio da Red Bull a Ferrari e le sue ambizioni future

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Sebastian Vettel si confessa in un’intervista a Formula1.com, raccontando qualcosa di sè, del suo passato, del suo presente e del suo futuro

In questo periodo lo scorso anno si concludeva la lunga storia – ricca di quattro titoli iridati – tra Sebastian Vettel e la Red Bull. Adesso, dodici mesi dopo e con 15 Grand Prix all’attivo come pilota Ferrari, il pilota tedesco è protagonista di un avvio promettente con tre gare vinte, altri otto podi, e il secondo posto in classifica. Un risultato che va oltre ogni rosea aspettativa, sia da parte del team di Maranello ma anche dello stesso Vettel. “Sono stato molto felice negli anni passati in Red Bull. I quattro titoli sono eloquenti. Di sicuro 2014 non è stato un bel periodo. Non ero performante come volevo essere, e se ciò accade è più onesto mostrare i tuoi sentimenti e non nascondersi dietro un sorriso falso. Così nello stesso periodo l’anno scorso ho capito che era il momento di andare avanti. E il punto in cui sono ora mi ha dato ragione. Sono molto contento di come sono andate le cose. Certo, quando sono entrato in Ferrari non c’è mai stata alcuna garanzia in termini di risultati, ma ora è bello sapere che abbiamo superato tutti i tipi di aspettative, compresa la mia” dice Sebastian Vettel in una intervista esclusiva a Formula1.com.

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Il tedesco parlando dell’attuale momento del suo ex team, con le voci di un possibile ritiro dalla F.1 da parte della Red Bull se non troverà una power uniti competitiva per il 2016, non crede in questa possibilità. “Nessuno poteva ipotizzarlo. Ci sono un sacco di voci in aria e non ho parlato con il signor Mateschitz ultimamente, ma e’ difficile credere che possa davvero accadere. Significherebbe una perdita enorme. Ma alla fine dubito che accadra’. Questa e’ la mia posizione e non credo di trovarmi da solo a pensarla cosi’” dice Seb che poi smentisce che la Ferrari sia una scuderia in cui si facciano “drammi” o “grand casino” come dice sempre Niki Lauda.

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Ferrari e’ la piu’ grande di tutte le squadre che abbiamo nel paddock. E’ stata li’ fin dall’inizio della F.1. E’ la storia, i piloti … c’e’ qualcosa di eccezionale in Ferrari. Cosi’ e’ stato un sogno diventato realta’ quando sono entrato e contro tutte le probabilita’ il primo anno fino ad ora e’ stato sorprendente. Quindi niente drammi finora!” conclude sorridendo. Ferrari un team diverso dagli altri? “Ma questo vale per tutti i team. Ogni squadra ha il suo DNA unico. Qui si tratta di un ambiente molto familiare. Gli italiani hanno qualcosa di speciale. La mia sintesi e’: I like it!“. Alla domanda se ci vuole un freddo tedesco e un glaciale finlandese (Kimi Raikkonen, ndr) per portare la Ferrari nuovamente alla ribalta, Seb risponde: “Beh, si’, e’ una buona accoppiata. Kimi (Raikkonen) e’ tranquillo in molti modi. Poi c’e’ lo sfondo che si deve a seconda di dove vieni. Forse lo spagnolo e’ un po’ piu’ caldo sangue, il finlandese piu’ sangue freddo – e il tedesco in mezzo – ma alla fine e’ lo sfondo del soggetto, direi. Kimi ed io siamo felici con la squadra – e viceversa. Questo e’ cio’ che rende il successo“.

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Vettel quindi sulla trattativa che l’ha portato a Maranello, rivela: “Non voglio essere arrogante, ma io ero gia’ in contatto con la Ferrari. Quando si è nel paddock ci si incontra ogni tanto. Cosi’ avevo avuto colloqui prima, ma allora il tempo non era quello giusto. Improvvisamente l’anno scorso lo e’ diventato e questo ha fatto la differenza”. Il quattro volte campione del mondo glissa quindi sulla domanda su che tipo di squadra ha trovato dopo cinque anni di presenza di Fernando Alonso a Maranello. “Non sono mai stato parte del team quando c’era Fernando, cosi’ come mi posso confrontare? Inoltre, ci sono stati tanti cambiamenti, sono successe tante cose a tutti i livelli: la Ferrari ha un nuovo presidente, c’e’ un nuovo team principal – c’e’ stata un bella fluttuazione. E il fatto che siamo riusciti presto ad arrivare sul podio ha aiutato molto a spingere il progetto Ferrari verso l’alto. Abbiamo una fantastica atmosfera nel team ora. Come e’ stato l’anno scorso non ho idea – io non c’ero!” ribadisce. La sua trattativa con la Ferrari e’ iniziata con Stefano Domenicali, ha firmato con Marco Mattiacci, e ora lavora con Maurizio Arrivabene: tre diversi team principal. “E’ un po’ strano – ma speriamo non sia una brutta abitudine. Semplicemente sembrava il momento giusto per me per iniziare un nuovo progetto. Forse si’, e’ un po’ strano come tutto e’ accaduto. Ho sempre avuto un buon rapporto con Stefano, e ho avuto un buon rapporto con Mattiacci fin dall’inizio. Non ho avuto la possibilita’ di conoscere troppo Luca di Montezemolo – non ho mai lavorato con lui – ma ora con Maurizio e il signor Marchionne le cose stanno prendendo forma e siamo sulla strada giusta“.

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Vettel ha la fama di uomo molto riservato, che protegge la sua privacy. “Mi considero uno sportivo – e non qualcos’altro. E’ impressionante quando si e’ sulla griglia e si guardano le tribune e si vedono tutti i tifosi e le loro bandiere – una bandiera Vettel, una bandiera con il tuo numero. Queste cose sono fantastiche, ma c’e’ anche il mio privato e voglio che sia rispettato“. Quindi nessun drone sopra la vostra casa? “Ah, ho una pistola!” risponde Vettel. Lewis Hamilton sembra interessato ad avere una vita dopo la F.1, che si tratti di musica o la moda o il design. E Vettel quali talenti potrebbe provare? “Il mio stile di vita e’ molto diverso. Per ora sono felice con quello che faccio e non ho mai pensato alla mia ‘vita dopo la F1′. Ma si’, e’ vero che tra 10 anni non saro’ qui – e da qui ad allora sono sicuro che avro’ trovato qualcos’altro“. Non gli manchera’ quindi l’adrenalina, il rischio e la velocita’?: “Sono d’accordo che e’ importante trovare qualcosa di ‘reale’ dopo la F.1, perche’ il rischio è che ci si annoi molto rapidamente e pensi che stai sprecando la tua vita. La F.1 e’ cosi’ intensa ed e’ difficile immaginare, che si possa tagliare con questa vita da un giorno all’altro. Quindi si’, c’e’ sicuramente bisogno di trovare qualcosa di ‘forte’ per riempire (il vuoto), altrimenti si potrebbe diventare una figura triste“.