Martedi 6 Dicembre

Dzeko: “ho visto la guerra, niente mi spaventa”

LaPresse/Spada

Edin Dzeko si avvicina al big match contro l’Inter, senza alcuna paura

Per adesso i suoi gol non stanno arrivando a grappoli come previsto, ma il valore di Edin Dzeko è già stato ampiamente apprezzato dall’esigente piazza giallorossa: se i tifosi si attaccano alla fortuna che porta Dzeko nelle squadre in cui milita (riportò lo scudetto al City dopo 44 anni di astinenza, a Roma sono solo a 14…), l’allenatore Garcia e il giocatore stesso sono soddisfatti del rendimento in questa prima parte di campionato, con la Roma che vede tutte le avversarie dall’alto del suo primato, ponendosi però nuovi obiettivi, soprattutto personali.

Nessuna paura quindi ad affrontare l’Inter nel big match della prossima gara di campionato: “sapevo di essere arrivato in una grande squadra, ma la stagione è ancora lunga. Ciò che conta davvero è di essere primi alla fine. Da questo punto di vista la sfida con l’Inter non è ancora decisiva, anche se la partita è importante. Chi vince prenderebbe fiducia e per questo a perdere non ci penso proprio” – parole sagge che ovviamente continuano con un bilancio personale – “non sono contento, per me il gol è importante, ma non mi sento oppresso. La squadra conta di più. Penso che chiunque preferirebbe vedere la Roma vincere e Dzeko restare a un solo gol. Ma i gol arriveranno. E in ogni caso non mi fisso traguardi, non lo faccio mai. Ho sempre segnato e sono sicuro che segnerò anche qui, ma non voglio mettermi una pressione da solo”.

LaPresse/Alfredo Falcone

LaPresse/Alfredo Falcone

E se l’Inter è una grande squadra a cui toglierebbe alcuni importanti pedine: “va bene se ne tolgo un paio? Jovetic, perché è un grande giocatore, e Icardi. Stevan è un fenomeno, sono felice che stia bene e gli auguro il meglio, ma a partire dalla partita successiva” – c’è anche il tempo per pensare all’infanzia bosniaca, fatta di guerra e coraggio – “a me come a tanti bambini hanno rubato l’infanzia. È stato il periodo più brutto della mia vita. A Sarajevo vivevamo in 15 in 37 metri quadrati. Ci svegliavamo a volte senza avere quasi nulla per fare colazione. Mio padre era al fronte e tutti i giorni, quando suonavano le sirene, avevo paura di morire. Andavamo nei rifugi senza sapere mai quanto tempo dovevamo restarci. Certe esperienze rendono più forti e fanno apprezzare la vita nei momenti giusti. Quando hai avuto paura per la tua vita e quella dei tuoi familiari, i problemi del calcio sono niente al confronto. Non ho segnato? Fa niente, segnerò alla prossima partita. Le cose importanti sono altre”.

Parole che fanno riflettere e che danno il via a una sfida bellissima, Dzeko ovviamente ci sarà.