Giovedi 8 Dicembre

Denise Karbon: “a Soelden sono diventata grande”

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

Denise Karbon lancia la nuova Coppa del Mondo: la pista di Soelden per lei è unica

Denise Karbon dà ufficialmente il via alla nuova stagione di Coppa del mondo di sci: salutato il circo rosa con il ritiro nel 2014, Denise analizza la pista di Soelden, una pista per lei speciale che fa rima con vittoria. È un esordio difficile, con due muri ripidi, e si gareggia in alta quota, a tremila metri. Su 17 edizioni e 34 gare, contando anche le prove maschili, c’è una sola vittoria italiana. Soltanto la Karbon ha vinto qui, in una brillante carriera chiusa con due medaglie mondiali, 6 vittorie e 16 podi in Coppa del Mondo e una Coppa di gigante. Da pochi giorni è diventata mamma, la sua vittoria più grande, anche se quando parla di sci e gare di Coppa del Mondo i suoi occhi si illuminano di una luce particolare.

Sono parole dolci per il mondo dello sci, ma senza alcun rimpianto: “A Soelden ci sarà tanta fatica. La quota si sente e la gara è lunga. Devi stringere i denti. Arrivi sempre col fiatone. La pista è molto dura, preparata sempre benissimo. Una condizione che non trovi in allenamento e quindi ti devi adattare all’istante, improvvisando” – prima di lanciarsi nei ricordi della sua vittoria nel 2007 – “la verità è che non stavo andando benissimo. Le mie aspettative prima della gara erano zero. Ma ero decisa a dare il massimo. La pista è ripida per due terzi e l’ultimo terzo è piatto piatto. Nella prima manche ho sciato bene sui muri e poi ho cercato di scivolare. Mi sentivo bene. Ma non ero stata perfetta. Così mi sono stupita di essere terza. Mi sono galvanizzata per quel risultato e ho attaccato nella seconda manche. Ho rischiato. Ho fatto qualche errorino, ma ero veloce. Ho vinto con 33 centesimi sulla Mancuso e 52 sulla Zettel senza fare una gara perfetta. Ma a Soelden la gara perfetta è praticamente impossibile. Ho infilato cinque vittorie e vinto la Coppa del Mondo di gigante. A Ofterschwang sono arrivata prima con la mano ingessata per la frattura del pollice. Una stagione magica. Soelden era la mia pista. Mi piaceva. Qui ho sempre fatto dei tratti buoni. Mi ha dato sempre soddisfazione. Anche quando sono arrivata sedicesima senza allenamento, per me fu un successo”.

Lapresse/DanieleBadolato

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C’è anche il tempo per analizzare l’anno che sarà, un anno particolare, di transizione senza tante protagoniste degli ultimi anni (Maze, Fenninger, Vonn assente all’esordio), con le italiane pronte ad attaccare l’occasione propizia: “le italiane avanzano in classifica e sono più vicine ai vertici. Ne abbiamo otto nelle prima trenta: Nadia Fanchini, Federica Brignone, Manuela Moelgg, Elena e Irene Curtoni, Marta Bassino, Francesca Marsaglia, Nicole Agnelli. Il numero dà già l’idea della forza di squadra. Abbiamo ragazze esperte e le nostre giovani avanzano. Ci sono, è vero, avversarie fortissime: Lara Gut, Viktoria Rebensburg, Tessa Worley, Mikhaela Shiffrin. Ma in questa stagione le nostre possono essere protagoniste. Le vedremo spesso sul podio”. 

Se lo dice Denise possiamo crederle: e allora forza ragazze, Soelden vi aspetta.