Martedi 6 Dicembre

“Cambiare è il modo migliore di crescere”, perché non funziona così anche per i tifosi?

LaPresse/Spada

In un famoso spot si ammette che “Cambiare è il modo migliore di crescere”, ma ciò non comprende il tifo della squadra del cuore. Ne siamo proprio sicuri?

Nella vita abbiamo cambiato praticamente tutto. Abbiamo cambiato scuola, strada, casa: dal piccolo paese siamo passati alla grande città. E poi siamo tornati indietro. Abbiamo cambiato Nazione. Abbiamo cambiato anche le cose più semplici; come i denti e i calzini. Abbiamo cambiato taglio e anche taglia. Abbiamo cambiato opinioni e abitudini, anche quelle cattive. Perché cambiare è il modo migliore di crescere. Così recita uno spot in onda in questi giorni. Cambiare è il modo migliore di crescere. Quando l’ho ascoltato mi sono chiesto: se cambiare è il modo migliore di crescere, perché l’unica cosa che un uomo non può cambiare nella sua vita è la squadra per cui tifare? Chi ha detto, deciso e stabilito che una squadra è per sempre? Perché si possono cambiare taglio e taglia ma non è possibile cambiare “maglia”? Chi e che cosa ci obbliga ancora a oggi a “non crescere”? È forse nascosto in questo obbligo cieco, in questa fede assoluta, il segreto dell’eterno tifoso Peter Pan? Cambiare è il modo migliore di crescere. Eppure, al vero tifoso, una legge non scritta (promulgata non si sa quando e non si sa bene da chi), nega la sacrosanta possibilità di crescere. Da sempre. Perché?