Venerdi 9 Dicembre

A tutto Mourinho: “la Juve come il mio Chelsea, Sousa è un grande. Capello? Sbaglia a commentare i colleghi”

LaPresse/PA

Dalle analogie tra il suo Chelsea e la Juventus, al lavoro di Paulo Sousa con un giudizio sulla Serie A e l’Inter: Mourinho si confessa alla Gazzetta dello Sport. E non manca la risposta alle parole di Capello”

Silenzio, parla Mourinho. Tra uno sguardo al passato, un parere sul momento attuale della squadra e del campionato di Serie A, un occhio sempre proiettato al futuro e qualche immancabile frecciata: sono tanti i temi toccati dallo Special One in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. “Cosa succede al mio Chelsea? Non lo so, certo che i risultati sono davvero negativi: fatico a trovare una spiegazione, ma vi assicuro che sto lavorando come non mai e ne usciremo.  E c’è anche la Champions che non abbandono certo. Mi inorgoglisce la  fiducia di Abramovich nei confronti del tecnico che ha vinto tre Premier con questo club. Lo ringrazio e continuo a lavorare”.

Dalla Premier alla Serie A, sempre nel cuore (e sotto la lente d’ingrandimento) di Mourinho: “Rispetto agli ultimi anni l’Inter sta facendo molto bene, è partita per lottare per lo scudetto. E’ nel gruppo delle pretendenti: mai la Serie A è stata aperta a così tante squadre come oggi. La Juventus mi sembra sia partita un po’ come il Chelsea, a fatica, e come il Chelsea si riprenderà: è soltanto questione di tempo. Roma e Napoli sono quelle che possono approfittare di una stagione senza bianconeri superfavoriti”.

Capitolo a parte per la Fiorentina, allenata da un altro portoghese: “Paulo Sousa è un grande, sono felice per lui. Ha lavorato tanto e duramente per arrivare fin qui. Ci sono allenatori che hanno cominciato subito in grandi club, senza fare esperienze fondamentali. Lui è stato umile, ha viaggiato e lavorato in Ungheria, Israele, nella B inglese, in Svizzera. E soltanto adesso che è pronto e preparato è arrivato in Italia. Studia. Si informa. Si vede la sua mano nella Fiorentina”.

Continua invece la polemica a distanza con Fabio Capello, che nei giorni scorsi ha accusato Mourinho di ‘bruciare i giocatori’ dopo un paio d’anni: “Penso che un allenatore con la sua storia avrebbe fatto meglio a parlare di calcio senza commentare il lavoro dei suoi colleghi. Allora io avrei potuto commentare il suo lavoro quando allenava la nazionale inglese o quella russa e non l’ho mai fatto. Perché preferisco rispettare i momenti negativi dei colleghi: mi piace molto di più parlare di Fabio Capello nei tanti momenti belli della sua carriera ricca di straordinari successi”.