Lunedi 5 Dicembre

34 anni a braccia larghe, auguri Ibra: Imperatore senza modestia, fenomeno senza eguali

LaPresse/MaxPPP

Il 3 ottobre di trentaquattro anni fa nasceva in Svezia uno dei giocatori più forti del calcio moderno: Zlatan Ibrahimovic. Una vita a braccia larghe, dove l’eccesso è sempre stato regola

Il 3 ottobre 1981 a Malmoe raccontano di un freddo ancora più gelido del solito, eppure da queste parti non sono di certo abituati a climi tropicali. Ma quel giorno non sembrava si trattasse di un freddo normale. Non lo era infatti. Per capire cosa accadde realmente in quelle gelide ore bisognò attendere qualche anno, nemmeno poi così tanti. Quel giorno, in un ghetto della periferia svedese, venne alla luce un ragazzino dall’aspetto poco grazioso e già dal carattere tutt’altro che amichevole.

Ma che oggi, 34 anni dopo, tutti conoscono, compresi coloro che il calcio non lo seguono, non lo amano. Rarità e privilegio che capita a pochi e lui, Zlatan Ibrahimovic, ne è uno dei pochi eletti. Un gigante, e non solo per l’aspetto fisico: ovunque sia stato ha diviso il mondo in pre e post Zlatan. Così immenso da avere una statua a lui dedicata nel Museo delle Cere a Parigi, così forte da intimorire gli avversari già dal tunnel degli spogliatoi. Fenomeno senza storie, senza eguali: l’eccesso divenuto regola, abitudine.

“Potrete togliere un ragazzo dal ghetto, mai però il ghetto dal ragazzo”, c’è tutto Zlatan in questa frase. Lui, che con il passare degli anni non ha di certo migliorato il suo aspetto fisico, ma che di certo ha arricchito bacheca (e portafogli): perché ovunque è andato ha vinto. Ovunque. Malmoe, Ajax, Juventus, Inter, Milan, Barcellona, PSG. Vinto e dominato, da Imperatore dell’epoca moderna. Da protagonista, a braccia larghe, come le sue esultanze. “La mia statua al posto della Tour Eiffel”, qui la modestia non è di casa. Ma a lui è concesso tutto. Figuriamoci nel giorno del suo 34esimo compleanno. Auguri Ibra!