Domenica 4 Dicembre

Vuelta, Roche vince la 18^ tappa. Nel finale attaccano tutti ma la classifica non cambia

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Finale di tappa scoppiettante con attacchi dei migliori a ripetizione: le montagne però oggi non hanno fatto selezione

Dopo la crono di  Burgos vero e proprio terremoto in classifica generale, la 18a tappa ha continuato il trend delle continue sorprese, con una classifica messa veramente alla prova. Alla partenza Dumoulin aveva appena 3” di vantaggio su Aru, più di un minuto su Purito Rodriguez e Majka. Attese e puntualmente arrivate schermaglie in una tappa che ben si prestava ad attacchi alla maglia roja, con Dumoulin leader che non ha potuto contare su una squadra in grado di supportarlo in salita e che ha dovuto fare tutto da sè: a differenza di Astana, Katusha, Movistar e Tinkoff, la Giant Alpecin ha puntato sulle tappe per velocisti in questa Vuelta. Ironia della sorte …

La tappa odierna da Roa a Riaza (204 km) ha vissuto tre gpm, i primi due di terza categoria e lontani dal traguardo finale per impensierire, con il terzo invece, il Puerto de la Quesera, posto a 13 km dall’arrivo, con il tratto successivo all’asperità in discesa e che poteva essere terreno di attacchi decisi.

A 70 km dal traguardo sono 25 i corridori in fuga: maxi tentativo con buone chances di arrivare in fondo, con ciclisti importanti come Nicolas Roche (SKY), Haimar Zubeldia (TREK), Rojas della Movistar, Poljanski della Tinkoff e anche il nostro Bennati, sempre del team Tinkoff – Saxo. 5 minuti circa di vantaggio e qualche possibilità di vittoria.

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L’Astana ben presto però si mette in cima al gruppo della maglia rossa e impone un ritmo più sostenuto: ne segue che ai 35 km il gruppo dei più forti è veramente allungato e il vantaggio di quelli davanti scende a poco più di 3 minuti. Quando mancano 30 km scattano prima Vicioso e poi Rodriguez: azione che può sembrare curiosa ma che sortisce un effetto importante. Per riprendere i due della Katusha infatti, alcuni uomini di fiducia di Aru vanno in affanno e si staccano leggermente. Intanto il gruppo si avvicina e davanti l’armonia non c’è più: scatti e contro scatti e poco più di due minuti come margine. Gautier e Roche riescono in una di queste azioni a prendere 20 secondi di vantaggio su tutti gli altri.

Inizia la salita di Puerto de la Quesera, con Aru che attacca subito: l’olandese in rossa tiene e cerca di seguire la ruota dell’italiano. Schermaglie nel gruppetto dei migliori e il primo attacco di Aru che non riesce a scrollarsi di dosso però Dumoulin, che addirittura è l’unico che resta con lui quando l’italiano della Astana spinge maggiormente. A ruota attaccano tutti i migliori ma nessuna spinta sembra in grado di fare la differenza. Un finale di tappa che si presenta come scoppiettante.

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Chaves, Valverde, Nieve, Moreno: attaccano veramente tutti. Solo Dumoulin non prova l’azione ma resiste con i più forti. Aru ci riprova ma Dumoulin ha solo la sua ruota da seguire: notevoli i miglioramenti dell’olandese peraltro nei tratti più duri di salita. Pendenze non troppo esasperate e l’olandese volante non fa fatica anzi, dopo aver scollinato, è lui a provare uno scatto per dimostrare di avere ancora energie in vista delle prossime decisive tappe.

Davanti Zubeldia riprende Roche e insieme provano ad arrivare al traguardo sfruttando il tratto in discesa: sono i due infatti a tagliare il traguardo con una quarantina di secondi sul gruppo e l’irlandese del team SKY che vince con sprint sullo spagnolo, eterno secondo e mai vincente nelle grandi Corse. Tutti i migliori arrivano insieme e la classifica rimane immutata.

Ma domani si torna a salire.