Domenica 11 Dicembre

Vuelta, il tradimento di Landa e il silenzio del team: i nemici di Aru sono dentro l’Astana

LaPresse/Belen Sivori

Vuelta, fa discutere quanto accaduto ieri sul traguardo pirenaico: Aru ha staccato tutti e preso la maglia roja, ma se il gioco di squadra avesse funzionato, avrebbe potuto guadagnare più secondi preziosi

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Il basco Mikel Landa ha tradito Fabio Aru: il retroscena che emerge nel day after del tappone pirenaico che ha regalato la maglia roja allo scalatore sardo è di quelli che fanno discutere. Mancavano 3 km al traguardo quando l’ammiraglia guidata da Stefano Zanini ha affiancato Landa in fuga ordinandogli di fermarsi per aspettare il capitano. Aru avrebbe potuto rifiatare, farsi “tirare” per un po’ dal compagno di squadra, ripartire ancora più forte e poi vincere la tappa con più secondi di abbuono. Oggi in classifica avrebbe tra 15 e 30 secondi di vantaggio in più rispetto a tutti gli altri in classifica. Se vincerà la corsa, o se la dovesse perdere in modo clamoroso per tanti minuti, quanto accaduto ieri sul traguardo pirenaico passerà inosservato. Ma come la mettiamo se alla fine Aru perdesse la Vuelta per 20 o 30  secondi di ritardo?

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In altri tempi e in altre circostanze, dentro il team sarebbero volati gli stracci. La furia di Martinelli, invece, è domata dalla situazione contingente dell’Astana. Quanto accaduto con Nibali negli ultimi mesi è la prova di una squadra in confusione, prima di tutto organizzativa. Landa il prossimo anno correrà con il Team Sky. Insomma, è praticamente già quasi un avversario di Aru, anche perchè non ha sopportato che al Giro d’Italia il sardo si sia piazzato al secondo posto relegando il basco al terzo. Il fatto è uno solo: ieri Landa ha tradito Aru, e la squadra non sembra aver fatto quadrato intorno alla nuova maglia roja, che adesso può contare su Martinelli, su Zanini e le altre menti che lo guidano tatticamente e psicologicamente, ma persi i fidati Nibali e Tiralongo, i due siciliani della corsa, gli rimangono Cataldo, Vanotti e l’ottimo Diego Rosa mentre dei baschi Mikel Landa e Luis Leon Sanchez non si può più fidare. E menomale che sono entrambi lontani in classifica (Landa 27° con quasi 24 minuti di ritardo, Sanchez 34° con 30 minuti di ritardo) altrimenti sarebbe stata una corsa fratricida. Ma Fabio stia attento lo stesso. I nemici peggiori adesso ce li ha all’interno.