Sabato 10 Dicembre

Vuelta, il portoghese Oliveira vince in fuga la 13^ tappa, che balzo in avanti per Brambilla e Sicard!

Tappa sorprendente con la vittoria del cronoman portoghese, abile a staccare i compagni fuggitivi e involarsi solitario verso il traguardo

LaPresse/EFe

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La tredicesima frazione di questa Vuelta a España si è corsa sulle strade della comunità di Aragona, partendo da La Calatayud fino a Tarazona per 178 km con 3 Gran Premi della Montagna previsti: l’Alto Collado de Oseja (3a categoria) posto al km 53, l’Alto de Beraton (1a categoria) al km 71 mentre l’ultimo, l’Alto de Moncayo (3a categoria) posto a 35 km dal traguardo. Ultimo tratto perlopiù in discesa.

In teoria una tappa con un peso specifico relativo, con poche possibilità di incidere sulla classifica generale: ideale scenario quindi per un tentativo da lontano, con il gruppo che ha lasciato andare via fuggitivi non pericolosi in classifica, con l’intento di non spendere energie preziose in vista delle prossime difficili tappe. Nessuna speranza per i velocisti quindi con il tempo che passava e l’azione che diventava importante.

Fuga di giornata puntuale come sempre e un’azione con ben 24 ciclisti: note azzurre rappresentate da Rinaldo Nocentini (Ag2r), Alessandro de Marchi (BMC), Gianluca Brambilla (Quick Step) e Valerio Conti (Lampre), per un gruppo che ai 60 km dal traguardo aveva 4’30” di vantaggio sul plotone del leader Fabio Aru.
Proprio la Astana del leader ai 45 km si è messa in prima linea a spingere, per ricucire lo strappo e ricompattare il gruppo: il distacco infatti è sceso presto ai 3 minuti e poco più, quando mancava davvero poco all’ultima asperità. Sull’Alto del Moncayo Chevanel e Oliveira prima e poi Poljanski provano a staccarsi dal resto dei 24, con la conseguenza che il distacco dal gruppo del leader è tornato a essere notevole. Interessante ai 20 km dal traguardo la posizione di Brambilla (e di Romain Sicard con lui nel gruppo dei 24): con il gruppo maglia rossa a 4’30” di distacco, per lui possibile un notevole balzo in avanti nella generale (alla partenza aveva 6’40” di ritardo), un balzo impensabile fino a metà tappa, per un’azione che non doveva fare male a nessuno e invece ha scombussolato in parte la generale, perlomeno per le posizioni di rincalzo. Nel frattempo se ne va nuovamente Oliveira: azione decisa quella del cronoman della Lampre, per un attacco che da subito è apparso risolutivo.

LaPresse

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Vittoria di tappa per il portoghese quindi, arrivato a 26 anni al successo più importante della sua carriera: arriva con un vantaggio di circa un minuto sui compagni di fuga e 4’50” circa sul gruppo maglia roja. Brambilla recupera molto in classifica, fino al 9° posto nella generale a 2’51” dal leader Aru, proprio davanti al compagno di giornata Sicard, 10° assoluto. E tutto questo in una giornata che doveva essere transitoria.