Giovedi 8 Dicembre

Vacheron Constantin: Calibro 1731, l’orologio con ripetizione minuti ultrapiatto [FOTO]

Un orologio di lusso con ripetizione minuti. Con il calibro 1731 Vacheron Constantin riesce a creare un ultrapiatto di lusso

La creazione di orologi con suoneria – una delle complicazioni più difficili da realizzare – è un’arte che solo pochi orologiai padroneggiano. Da oltre due secoli la Manifattura Vacheron Constantin crea una gamma di orologi eccezionali. Nel 2013 la Maison ha svelato un vero e proprio capolavoro di virtuosismo dove alla complessità di questo meccanismo si aggiungeva la sfida di voler creare il calibro a carica manuale e l’orologio con ripetizione minuti a carica manuale più sottili del mercato, rispettivamente di soli 3,9 e 8,1 mm di spessore. Inizialmente introdotto in oro rosa, il segnatempo esibisce oggi una cassa di platino, un quadrante opalino argentato oppure opalino ardesia e reca il prestigioso Punzone di Ginevra. Il primo orologio con ripetizione apparve nel XVIII secolo, in un’epoca precedente all’avvento della luce elettrica. Il segnatempo permetteva a chi lo indossava di conoscere l’ora anche al buio grazie a un’indicazione sonora.

Vacheron ConstantinOggi, pur non essendo più necessaria sotto questo profilo, questa complicazione si trova sempre ai vertici dell’orologeria. Ogni orologio con ripetizione minuti è unico e reca la firma del maestro artigiano che lo ha realizzato. Ognuno vive la propria vita, suona la propria musica, per lasciar spazio a fugaci momenti di grazia ed emozione quando echeggia la suoneria. A richiesta, la ripetizione minuti suona le ore, i quarti e i minuti. Azionando il cursore della suoneria in questo caso si tratta del solo elemento visibile sul lato del quadrante di questa importante complicazione si dà vita al balletto dei martelli: un timbro grave a indicare le ore, entrambi i timbri, grave e acuto, per i quarti e un timbro acuto per i minuti. Un patrimonio di savoir-faire ed eccellenza Vacheron Constantin e gli orologi con suoneria non sono solo legati dalla tradizione bensì da una autentica storia d’amore. La Manifattura ha realizzato la sua prima ripetizione minuti in un orologio da tasca nel 1810, prima di abbinare i meccanismi con suoneria ad altre importanti complicazioni nei decenni seguenti, creando di volta in volta segnatempo straordinari tra i più complicati delle loro epoche rispettive. Oggetti che fanno parte della storia, come l’orologio realizzato per Re Fuad d’Egitto nel 1929, o quello del 1935 per suo figlio, re Faruk, per citare solo alcuni esempi. Nel 1941, Vacheron Constantin lancia il suo primo orologio da polso con un’unica complicazione, una ripetizione minuti all’interno di un movimento ultra-piatto: il calibro 4261. La ricerca dell’ultra-piatto prosegue e nel 1992 la manifattura vince una nuova sfida presentando il calibro 1755, un movimento con ripetizione minuti di soli 3,28 mm di spessore: un risultato mai visto prima! Oggi, Vacheron Constantin celebra questa complicazione carica di emozione con il nuovissimo calibro che si ispira ai suoi illustri predecessori: il 1731, così chiamato in omaggio all’anno di nascita di Jean-Marc Vacheron, fondatore del Marchio.

Vacheron ConstantinIl calibro 1731 ha uno spessore appena superiore a quello del suo predecessore del 1992 – 3,90 mm contro 3,28 mm – a causa dell’impressionante riserva di carica di 65 ore, ma nonostante tutto rimane il più sottile del mercato ancora oggi, avendo brillantemente superato la difficoltà di assemblare e regolare componenti assottigliati al massimo. Sono stati necessari quattro anni per risolvere una delle equazioni più complesse: creare un nuovo movimento con ripetizione minuti che unisse finezza, purezza del suono, estetica, affidabilità e robustezza. Le prodezze tecniche non si fermano all’ambito dell’ultra- piatto; il calibro 1731, infatti, è dotato di un ingegnoso dispositivo sviluppato nel 2007 da Vacheron Constantin per il movimento 2755, un altro membro di questa esclusiva famiglia costituita di calibri con ripetizione minuti: il regolatore di suoneria volante. Contrariamente ai regolatori ad àncora classici, questo è completamente silenzioso. Il suo ruolo è quello di equilibrare la cadenza con la quale i martelli colpiscono i timbri. Senza regolatore, questa sequenza musicale si svilupperebbe alla velocità alla quale si svolge la molla del bariletto della suoneria e produrrebbe una serie di note impossibili da distinguere le une dalle altre. Il dispositivo sviluppato da Vacheron Constantin comporta due “masselotte” o cilindretti che fungono da freno sull’asse di rotazione del regolatore, distribuendo così in modo regolare l’energia prodotta dalla molla del bariletto. Questo risultato è stato possibile ricorrendo a due forze contrapposte, la forza centrifuga e quella centripete. Quando il regolatore torna, la forza centrifuga fa sì che una delle estremità dei cilindretti si allarghi verso l’esterno, mentre l’altra estremità va ad appoggiarsi sull’asse per rallentare e stabilizzare la velocità di rotazione e garantire così una cadenza costante alla suoneria. Il regolatore è curato nei minimi dettagli ed esibisce la croce di Malta, emblema di Vacheron Constantin, anche se quest’ultima è nascosta all’interno dell’orologio. Alla ricerca dell’armonia perfetta L’acustica è la ragion d’essere di una ripetizione minuti e quella del patrimony ultrapiatto calibro 1731 è stata curata con grandissima attenzione. Per rendere un suono cristallino e perfettamente armonioso sono state operate diverse scelte tecniche. I timbri, per esempio, non sono solo legati alla carrure per amplificare il suono ma, per la prima volta, sono sovrapposti in altezza invece di essere allineati uno accanto all’altro. La cassa è lavorata in modo da formare un tutt’uno con il movimento, in una sapiente composizione che integra equilibri tanto sottili quanto la circolazione dell’aria tra il meccanismo e la cassa, per una propagazione ottimale delle note. La ricerca della perfezione non si ferma qui.

Vacheron ConstantinLa cassa, infatti, è stata costruita senza guarnizioni affinché gli elementi possano interagire metallo contro metallo per liberare una migliore ampiezza del suono, mentre il regolatore volante assicura un ritmo regolare delle cadute dei martelli sui timbri. I maestri orologiai dedicano diversi mesi all’assemblaggio e alla regolazione della ripetizione minuti, alla quale infondono la propria armonia. Successivamente, è compito dei maestri virtuosi delle suonerie della Manifattura che, a orecchio, procedono alle regolazioni necessarie per raggiungere la perfetta armonia tra le note gravi e quelle acute. Ed è precisamente alle 4 e 49 minuti che questi test sono effettuati, perché si tratta dell’ora in cui la cadenza si sente meglio, per via degli intervalli quasi identici tra le ore (4 colpi), i quarti (3 colpi) e i minuti (4 colpi). La suoneria di ogni orologio, vera e propria anima di una ripetizione minuti, è unica e individuale, per questo motivo viene registrata e accuratamente conservata prima di lasciare la Manifattura, e rappresenta l’impronta sonora presente negli archivi di Vacheron Constantin. La Manifattura infatti, garantisce a vita non solo la riparazione di tutti i suoi segnatempo antichi e attuali ma anche il suono unico di ogni esemplare con ripetizione minuti, controllato dall’apposito laboratorio.L’opera di un unico maestro orologiaio virtuoso Per un maestro orologiaio, la consacrazione della propria carriera avviene nel momento in cui è invitato a partecipare alla realizzazione di un orologio con suoneria. Un’arte che richiede contemporaneamente una grande manualità, una lunga esperienza e un’infinita pazienza, sommate a un autentico orecchio musicale. Questo spiega il ristretto circolo di orologiai in grado di realizzare un meccanismo con suoneria. Da Vacheron Constantin, solo alcuni maestri che lavorano nel laboratorio “Grandi Complicazioni” sono in grado di produrre simili meraviglie. Per accedere a questo sancta sanctorum devono aver al loro attivo almeno quindici anni di esperienza nei diversi laboratori; dopodiché devono comunque lavorare due anni sotto la guida di un maestro. La ripetizione minuti, infatti, è forse la più affascinante delle complicazioni ma è anche la più esigente, per via dei numerosi minuscoli componenti che devono essere assemblati con pazienza e fatti interagire, regolati e perfezionati infinite volte, fino a ottenere contemporaneamente una marcia perfetta e un suono dalla purezza assoluta. Un unico orologio richiede da tre a sei mesi per l’assemblaggio e la regolazione. Chi interviene su una ripetizione minuti non deve mai perdere la concentrazione, neanche per un solo istante, poiché un solo colpo di lima di troppo alla base del timbro può renderlo sordo. Per lavorare una meccanica così complessa, il maestro orologiaio dispone di oltre milleduecento attrezzi che nella maggior parte dei casi ha fabbricato personalmente e alcuni dei quali sono stati creati per compiere un unico gesto. Oltre a questa impressionante attrezzatura, lo strumento per eccellenza di un maestro è sempre il suo orecchio. Solo quando il maestro imprime la propria personale “firma” durante la regolazione del suono, infatti, la ripetizione minuti acquista la propria anima. Finiture che rispecchiano la più pura tradizione dell’Alta Orologeria Gli elementi del calibro 1731 testimoniano un savoir-faire ancestrale nell’Alta Orologeria e sono pazientemente finiti uno a uno a mano, anche quelli non visibili.

Vacheron ConstantinLa platina è perlata e i martelli presentano una finitura lucida nera che di volta in volta cattura la luce o si avvolge di un nero profondo fino a far scomparire qualsiasi traccia di lavorazione della superficie. Intanto, le delicate Côtes de Genève prendono vita sui ponti creando un effetto a onde di grande raffinatezza. Tra le diverse tecniche di finitura in cui gli artigiani della Manifattura Vacheron Constantin sono esperti, ve ne è una che richiede una rigorosa formazione di diciotto mesi: l’anglage, o più precisamente il lavoro sugli angoli rientranti, che impreziosisce in particolare i sette ponti del calibro 1731. Quando il calibro e la cassa ultra-piatti battono ogni record per formare un tutt’uno Il patrimony ultrapiatto calibro 1731, un classico che predilige le linee essenziali, nasconde dietro la sua apparente semplicità una grande complessità. Il design trae ispirazione da un esemplare ultra-piatto creato nel 1955 in occasione del bicentenario di Vacheron Constantin, poi rivisitato nel 2004 per dare vita al Patrimony, referenza 81180. Da allora, la sua grande finezza, la sua forma assottigliata, la lunetta incurvata, il quadrante e il vetro bombati, la minuteria perlata, le lancette a bastone e gli indici a triangolo e bastone, hanno imposto questo segnatempo come un classico intramontabile. Il nuovo patrimony ultrapiatto calibro 1731 è fedele a questi codici emblematici, ma la cassa è stata oggetto di un lavoro tanto sottile quanto complesso, per arrivare a formare un tutt’uno con il calibro 1731 e per firmare un duplice record: il movimento meccanico a carica manuale con ripetizione minuti più sottile tra quelli esistenti (3,90 mm) nell’orologio, più piatto del mercato tra quelli meccanici a carica manuale (8,1 mm). La sagoma della carrure è stata assottigliata ulteriormente, così come il fondello con vetro zaffiro è stato aperto il più possibile per svelare i materiali e i timbri. Sul lato quadrante, Vacheron Constantin ha optato per degli elegantissimi piccoli secondi decentrati a ore 8, i primi della linea Patrimony. Un’utile soluzione per rendere immediatamente identificabile il modello patrimony ultrapiatto calibro 1731.