Sabato 3 Dicembre

Tiro con l’arco: Marco Galiazzo campione di sincerità

dppi/lapresse

Marco Galiazzo alla ricerca della “fame” perduta: dopo tre anni di risultati non buoni cercherà di fare del suo meglio per accedere a Rio 2016

Sto ancora lavorando per riprendermi dagli ultimi tre anni in cui non ho ottenuto buoni risultati. Lo ammetto, sono stato al di sotto dei miei standard“. Marco Galiazzo è un campione anche di sincerità: nonostante sia salito sul podio delle ultime tre edizioni delle Olimpiadi (oro individuale ad Atene 2004, argento a squadre a Pechino 2008 ed oro a squadre a Londra 2012), la sua presenza a Rio 2016 è affatto scontata. Tante le cause di un suo ritardo nel punteggio, compreso un rapporto non facile con il ct della Nazionale, l’olandese Wyetse Van Alte, propenso a lanciare giovani per favorire un inevitabile ricambio generazionale. “Deve trovare un giusto mix tra esperti e giovani, deve ancora amalgamarsi con gli italiani e conoscerci bene – spiega all’ItalPress il 32enne arciere dell’Aeronautica a margine della presentazione della Nazionale per i Mondiali militari in Corea del Sud – E’ un tecnico che punta sui giovani però io non posso granchè polemizzare, visto che non ho ottenuto i miei soliti risultati. Nelle ultime stagioni mi sono un po’ defilato“. Galiazzo, che sarà portabandiera azzurro in Corea per la rassegna iridata militare, fa autocritica: “E’ innanzitutto una questione psicologica. Devo ritrovare la ‘fame’ e per far ciò devo tornare ad allenarmi come in passato. Adesso non sono ancora al cento per cento e c’è anche la possibilità che io non vada a Rio: mi darò da fare per essere più forte anche dei giovani che vorrebbero portare“. Un guanto di sfida che Galiazzo, in carriera anche campione mondiale (indoor) ed europeo, lancerà a cominciare dai Mondiali militari, dove dovrà vedersela innanzitutto con il suo compagno di squadra Mauro Nespoli (“Speriamo regga la trasferta, ora è a Rio e c’è un bel fuso orario con la Corea…“) e con i padroni di casa (“Sono sempre tra i favoriti, e poi saranno quelli che andranno alle Olimpiadi“). Galiazzo, infine, non se la sente di annunciare un suo ritiro dopo questa lunga e tortuosa stagione: “A prescindere dalla mia presenza a Rio de Janeiro, dipende soltanto dagli stimoli. Dopo i Giochi, ad esempio, potrei puntare all’oro iridato, che non ho mai vinto. Staremo a vedere…“.