Sabato 3 Dicembre

Mondiali Ciclismo, Peter Sagan trionfa senza squadra. Male l’Italia

Grande vittoria a Richmond per Peter Sagan

Un autentico funambolo delle due ruote in vetta al mondo. Peter Sagan, classe cristallina ma finora a secco di classiche, si laurea iridato tra i pro’ sul circuito di Richmond, graziato dall’atteso maltempo ed illuminato dalla sua strepitosa azione nel finale. Il 25enne slovacco che corre per la Tinkoff-Saxo, consapevole di non avere una squadra all’altezza della situazioni (due soli compagni ai Mondiali, entrambi lontani dalle fasi salienti della corsa), sfrutta il lavoro delle altre nazionali (compresa quella italiana) e poi, all’ultimo giro, rompe gli indugi e compie un’autentica prodezza. A dare il via alla bagarre e’ il belga Philippe Gilbert, il ‘genio’ slovacco pero’ fiuta l’aria e se ne va sul secondo dei tre muri del percorso, scollinando in testa e diventando irraggiungibile.

WORLD CHAMPIONSHIPS CYCLINGPer chi insegue non c’e’ piu’ tempo per organizzare una rimonta: Sagan conquista il Mondiale a braccia alzate, precedendo di 3″ l’australiano Michael Matthews ed il lituano Ramunas Navardauskas, rispettivamente argento e bronzo. Nella top ten finiscomo molti dei favoriti della vigilia: quarto il norvegese Alexander Kristoff, quinto lo spagnolo Alejandra Valverde, sesto l’altro ‘aussie’ Simon Gerrans, settimo Tony Gallopin, ottavo il polacco e campione uscente Michel Kwiatkowski, nono l’iridato di Firenze Rui Costa e decimo Gilbert. Un ordine d’arrivo da grande classica, dunque, che premia il campione nazionale in linea e a crometro, uscito con il morale a pezzi dalla Vuelta ma capace di ritrovare, in un lampo, le giuste motivazioni. Le stesse che lo hanno portato a salire sul podio mondiale del ciclocross a Treviso (argento) e della mountain bike (oro) in Val di Sole, sempre nel 2008. Se la Slovacchia festeggia uno storico oro, l’Italbici deve soltanto leccarsi le ferite.

vincenzo nibali ferro di cavalloGli azzurri corrono bene sino al momento topico, poi si disuniscono e vengono sopraffatti dalla fatica. Quelli che avrebbero dovuto essere i due leader, Diego Ulissi e Vincenzo Nibali, si nascondono in gruppo e non si fanno mai vedere. Dopo la solita fuga da lontana destinata ad esaurirsi ed il ritiro per una caduta di Daniel Oss, l’errore piu’ grave che compie la pattuglia tricolore capita a due giri dall’epilogo. Boonen, Rui Costa, Mollema, Kwiatkowski, Moreno e Stannard allungano, degli italiani e’ costretto a muoversi Elia Viviani, l’uomo per un’eventuale volata e non certo il piu’ adatto ad inserirsi in una fuga. Il veronese tiene duro, all’inizio del giro conclusivo la Nazionale si mette in testa ma non riesce a pilotare nelle posizioni che contano Giacomo Nizzolo e Matteo Trentin, che risulteranno i migliori degli azzurri con posizioni a dir poco di ripiego (18esimo e 34esimo). Insomma, l’Italia fallisce una missione non certo impossibile ed il ct Davide Cassani non potra’ non assumersi delle precise responsabilita’. Se Sagan nell’occasione sembrava guidato da un istinto soprannaturale, il podio era largamente alla portata dell’Italia, che torna a casa con gli argenti vinti da Adriano Malori nella crono e di Simone Consonni tra gli under 23. E che continua a fallire la corsa piu’ attesa: l’ultimo azzurro a trionfare fu Alessandro Ballan a Varese 2008, dopo la doppietta consecutiva di Paolo Bettini. Bei tempi, che stentano a riproporsi.