Sabato 3 Dicembre

La commovente lettera di Stendardo a Giorgio, Ultrà dell’Atalanta morto suicida

LaPresse/Mauro Locatelli

Il difensore atalantino ha scritto un’accorata lettera a uno storico tifoso atalantino morto suicida

Guglielmo Stendardo è un giocatore elegante, dai modi signorili in campo ma è anche uomo che si fa apprezzare per la propria umanità fuori dal rettangolo di gioco: non stupisce quindi che, in rappresentanza dell’Atalanta, abbia scritto una lettera in ricordo di un tifoso atalantino che non c’è più, che ha deciso di morire.

“La spontanea rinuncia alla propria esistenza è quasi sempre legata alla forte speranza di ritrovare una vita migliore, dove, finalmente, la giustizia come l’amore non potranno mai essere contaminate dall’uso improprio di contorte menti, indifferenti verso tutti quei valori umani che distinguono l’uomo dalle belve e, ancora peggio, incuranti dell’altrui grave disagio. Bisognerebbe, almeno per qualche attimo, soffermarsi a riflettere sulla sofferenza e il tormento provato da un uomo che decide di abbandonare un mondo che credeva un po’ gli appartenesse. Forse, in questo modo potremmo capire e riscoprire che “amare” resta l’unica medicina adatta per curare ogni male. 

Tutti i calciatori dell’Atalanta, unitamente ai suoi affettuosissimi tifosi, hanno voluto dedicare questa vittoria all’amico Giorgio a testimonianza dell’affetto che tutti noi gli riserviamo. Siamo convinti che mai abbandonerà il suo straordinario spirito atalantino e che anzi resterà indelebile nella sua anima e quindi in questa nuova vita che tanto ha mostrato di desiderare, per averla pagata al massimo prezzo. 

LaPresse/Mauro Locatelli

LaPresse/Mauro Locatelli

Caro Giorgio, non siamo dispiaciuti perché tu, in solitudine, abbia deciso di andare via da questo mondo, ma siamo, innanzitutto, arrabbiati per non averlo saputo impedire. Ci resta un’unica speranza: che la nuova dimensione possa donarti tutto quanto era nei tuoi desideri e che in parte ti eri già reso meritevole. Non so se questo messaggio potrà e in che modo arrivarti, ma saremmo già soddisfatti se potesse lasciare almeno quella giusta e valida testimonianza di affetto e per tutti un grave ammonimento. Il nostro saluto, anche se complesso per come potrebbe arrivarti, è semplicemente un: arrivederci, Giorgio”. 

Un argomento tabù quello del suicidio, che Stendardo ha saputo affrontare con il garbo e la grazia giusta.