Sabato 3 Dicembre

Italia-Bulgaria, super stipendi per “Top Player”: confronti non solo sul campo

LaPresse/Davide Anastasi

Un confronto di stipendi tra i Top Player della Nazionale italiana e i calciatori di Bulgaria e Malta dopo le performances degli azzurri nelle due partite disputate in questi giorni

Un Top Manager guadagna parecchio, ogni mese, perché, lo dice la parola stessa, deve essere sempre al Top della sua condizione professionale, sempre al Top delle sue performances lavorative, sempre al Top per quanto riguarda decisioni e scelte da effettuare. Questo perché da un Top Manager ci si aspettano “mosse” tattiche e strategiche che possano portare l’azienda e i suoi dipendenti al massimo del rendimento possibile. Con grande gioia di tutti. Un Top Player, termine molto in voga nel calcio di oggi, è l’esatta traslazione del concetto di Top Manager all’interno di un campo da calcio, di una squadra, di una Nazionale. Quindi, se è vero come è vero che al Top Player si elargiscono stipendi da favola, è altrettanto vero che da lui ci si aspettano, sempre e comunque, atteggiamenti e giocate da “fuoriclasse”. Esaminando le due partite giocate dalla nostra Nazionale di calcio, calcolando “a spanne” i guadagni dei giocatori azzurri, e facendo uno stupido paragone con gli stipendi di Malta e Bulgaria, risulta evidente che i nostri azzurri sono tutti Top Player. Tutti. Allenatore incluso. Ci chiediamo allora: dove sta la differenza fra “ronzini” e “purosangue”? In un gol di mano e in uno realizzato su rigore? Forse sbagliamo, ma da una squadra da stipendi Top ci aspettiamo, sempre e comunque, prestazioni Top. Altrimenti, se come dice Conte: “non esistono più le squadre materasso”, rivediamo immediatamente, tutti insieme, gli stipendi dei nostri Top, adeguandoli a quelli dei Materassi pre-esistenti.