Venerdi 9 Dicembre

Ingratitudine bianconera, gli immeritati fischi dello Stadium alla Juventus

LaPresse - Fabio Ferrari

Una squadra nuova che deve trovare la sua identità la Juventus, ma che di certo non merita i fischi che ieri il pubblico dello Stadium le ha riservato

Non si può. Non si può fischiare una squadra che l’anno scorso ha vinto il campionato per la quarta volta consecutiva e ha giocato con onore, a testa alta, una finale di Champions League con sua maestà il Barcellona. Non si può. Non si può fischiare una squadra che in partita riesce a tirare per 23 volte alla ricerca della rete. Non si può. Non si può fischiare una squadra che centra la traversa con un colpo di testa del suo Zaza. Non si può. Non si può fischiare una squadra che ha sin qui effettuato 44 tiri in porta, tirato 50 calci d’angolo e collezionato ben 4 legni. Non si può. Non si può trasformare lo Juventus Stadium da roccaforte a inferno. Non si può. Non si può peccare così presto di ingratitudine e di memoria corta. Non si può. Non si può essere così ciechi da non vedere che l’anima della squadra è in via di creazione, ma per essere creata ha assoluto bisogno del supporto dello stadio tutto. Non si può. Non si può pretendere che Pirlo-Tevez-Vidal vengano sostituiti da giovani talenti senza tener conto che la voce “giovani talenti” mette nel conto il fatto di dover fare esperienza prima di poter essere un bel giorno “campioni scafati e d’esperienza”. No, davvero. Non si può. Non si può fischiare questa Juve.