Martedi 6 Dicembre

Giovanni Malagò: “successi incredibili per gli azzurri, ma non sarà sempre così”

LaPresse/Reuters

Giovanni Malagò preferisce rimanere con i piedi per terra nonostante i continui successi di questo settembre degli azzurri dello sport

Soddisfazione sconfinata, ma non sarà sempre così“. Giovanni Malagò si gode i grandi trionfi azzurri delle ultime settimane ma resta con i piedi per terra. Anche in prospettiva Olimpiadi di Rio dove, secondo il presidente del Coni, già confermare i numeri di Pechino e Londra “sarebbe un miracolo“.

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Intanto però le imprese degli italiani, dal derby Pennetta-Vinci nella finale dell’Us Open al successo di Fabio Aru alla Vuelta di Spagna senza dimenticare l’Italbasket protagonista agli Europei e i titoli mondiali nella lotta (Frank Chamizo) e nella ritmica a squadre, meritano di essere celebrate nel migliore dei modi. Per questo, spiega Malagò ai microfoni di Radio Anch’io Lo Sport, “il presidente della Repubblica ha invitato al Quirinale tutti i ragazzi e le ragazze che hanno vinto nelle ultime settimane“. Exploit realizzati grazie a “programmazione e fortuna“, secondo il numero uno dello sport italiano. “Indubbiamente la fortuna ha aiutato alcuni risultati sportivi. Siamo stati fortunati nel saper cogliere al meglio certe opportunità ma -sottolinea Malagò- al tempo stesso non nascondo che c’è molto lavoro alle spalle, molte energie spese. Abbiamo cercato di programmare il più possibile ma con altrettanta franchezza dico che non sarà sempre così e che la sconfinata soddisfazione dei risultati delle ultime due settimane non bisogna tramutarla in euforia perché può essere molto pericolosa“.

Piero Cruciatti / LaPresse

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In ogni caso, l’Italia protagonista nello sport fa felice Malagò: “Questa mattina -rivela- ero al telefono con il presidente della pesca sportiva, che ha vinto il Mondiale. Bisogna dire che siamo l’unico paese al mondo competitivo in tutti gli sport. Ci proviamo in tutte le discipline, anche in quelle che non hanno i riflettori dei giochi olimpici“. Dove comunque l’Italia vuole continuare a far bene: “Siamo sulla linea di quanto fatto in precedenza, mi riferisco al ‘benchmark’ di Pechino e Londra che sarebbe un miracolo. In alcuni sport -evidenzia Malagò- non si capisce più niente. Ai Mondiali di atletica, dove noi siamo andati decisamente male, il medagliere per la prima volta l’ha vinto il Kenya che normalmente vinceva solo maratone. C’è una proliferazione di paesi che portano via medaglie sicure, poi alle Olimpiadi in alcune competizioni ci sono molte variabili e in certi sport, soprattutto di squadra come pallanuoto, pallavolo e basket, è quasi più facile vincere che qualificarsi perché oggi i criteri selettivi sono molto severi“.

LaPresse/EFE

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Intanto, le imprese azzurre tolgono spazio al calcio sulle prime pagine dei giornali: “Conosco molti calciatori e negli ultimi tempi ho visto che si sta diffondendo una cultura meno monoteista anche fra di loro, che sono i primi tifosi dei loro colleghi. Si sta creando un bel traino di tutto il movimento sportivo e quando vedo che un calciatore esplode di felicità per una vittoria di un ragazzo che ha un centesimo dei suoi successi, non solo economici ma anche mediatici, è una grande cosa“.