Sabato 3 Dicembre

F1, Vettel: “a Suzuka penseremo a Jules, sarà dura, ma lui avrebbe voluto vedere il team concentrato sul lavoro”

LaPresse

Suzuka si avvicina e la Ferrari si prepara a questo grande appuntamento fondamentale per la corsa al Mondiale, ma per tutti i piloti sarà difficile tornare in quella pista dove, lo scorso anno, ci fu l’incidente di Jules Bianchi

Una pista sulla carta non favorevole alla Ferrari ma molto gradita a Sebastian Vettel che mette Suzuka tra i suoi circuiti preferiti tra quelli del Mondiale di Formula 1. Il Gran Premio del Giappone diventato davvero molto atteso per capire se il flop Mercedes a Singapore è solo un episodio oppure l’inizio della discesa per la scuderia campione del mondo. Team della Stella che se dovesse indietreggiare anche nel Paese del Sol Levante renderebbe realtà una possibile rimonta della Rossa in chiave iridata con il tedesco del Cavallino Rampante pronto ad approfittare delle defaillance di Lewis Hamilton e Nico Rosberg per demolire i 49 punti di svantaggio che lo separano dalla vetta della classifica piloti. Le prime risposte si avranno già venerdì prossimo in occasione delle prove libere su una pista impegnativa per motori e gomme; la Pirelli che metterà a disposizione dure e medie. Suzuka è considerato uno dei circuiti più storici dell’automobilismo, molto tecnico e difficile. Proprio per questo è uno dei preferiti della gran parte dei piloti che vi corrono.

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E lo stesso Vettel la pensa allo stesso modo, come conferma a Ferrari.com. “Suzuka e’ uno dei tracciati preferiti dai piloti perchè è veloce e scorrevole, con molte curve rapide specialmente nel primo settore con la ‘doppia esse’. E’ molto bello – assicura il pilota tedesco della Ferrari – perchè senti veramente di poter portare la macchina al limite e questo ti fa sentire molto vivo. E’ un circuito diverso se lo paragoniamo a tutti gli altri: ci sono molte curve veloci, ma anche parecchie lente. Non c’è, quindi, un vero e proprio andamento e come sempre è necessario trovare il giusto compromesso. L’attenzione viene comunque portata maggiormente sulle curve veloci, perchè è soprattutto lì che il pilota si deve sentire a suo agio con la vettura per poter andare forte. Le qualifiche – aggiunge Vettel – sono importanti in ogni pista e il Giappone non fa eccezione, ma qui si può sorpassare e infatti abbiamo visto che durante la gara è una situazione che si ripete spesso. Soprattutto all’ultima chicane, prima del lungo rettilineo, dove anche il DRS può dare un’ulteriore spinta. Normalmente – conclude il ferrarista – la gara regala forti emozioni, spesso legate all’arrivo della pioggia“.

Zuma press/LaPresse

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Una corsa che non può però non riportare alla mente il terribile incidente accaduto l’anno scorso al pilota francese Jules Bianchi alla guida della Marussia (ora Manor) e cresciuto nel ‘vivaio’ della Ferrari. “Penseremo sempre a Jules – ha detto ad autosport.com Graeme Lowdon, direttore sportivo della Manor – Ora andremo in Giappone e dobbiamo andarci come team e fare il nostro lavoro in modo professionale, e dobbiamo essere forti. Molti ragazzi che oggi sono nel nostro team erano là l’anno scorso, quindi sappiamo che sarà difficile, ma anche che Jules era un racer e che avrebbe voluto vedere il team concentrato sul lavoro per il weekend di gara. Ma mentirei se dicessi che non saranno momenti difficili perchè lo saranno sicuramente, è inevitabile“.