Sabato 10 Dicembre

F1: il caffè di Matteo Renzi e Bernie Ecclestone

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Matteo Renzi ha incontrato ieri il patron della F1 Bernie Ecclestone al Gran Premio di Monza

Ufficialmente è stato “solo un caffe'”. Ma il quarto d’ora di incontro fra il patron della Formula1 Bernie Ecclestone e Matteo Renzi era considerato un momento cruciale della trattativa per mantenere il Gp d’Italia a Monza, e nelle prossime settimane si capirà se e come il Governo intende intervenire per colmare il gap fra i 21 milioni di euro all’anno che servono per restare nel Circus dal 2017 e i 15 che al momento possono offrire Aci e Sias, gli enti che gestiscono l’autodromo.

PA/LaPersse

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Togliere Monza dal calendario per schifose ragioni di soldi è come strapparci il cuore“, è il parere di Sebastian Vettel, interpretando il pensiero di molti piloti e del pubblico che ancora una volta ha invaso il circuito. Ma i soldi restano inevitabilmente un fattore importante nella vicenda. “Sono sicuro che qualcosa faremo“, si è limitato a dire Ecclestone, aggiungendo che “si va avanti” con la trattativa, tenuta viva anche dal vertice di ieri con i responsabili dell’autodromo e il governatore della Lombardia Roberto Maroni, che alla fine aveva definito Monza “salva al 99,9%” invocando l’intervento di uno sponsor privato o del Governo.

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Il premier, a Monza in compagnia del figlio Emanuele (con cappellino rosso in testa), non ha detto una parola in pubblico, ma di certo ha affrontato anche questo tema fra l’incontro con Ecclestone (“solo un caffè“, ha detto l’inglese), il pranzo in Ferrari e il Gp vissuto nel box della scuderia di Maranello assieme al presidente della rossa Sergio Marchionne, quello di Fca John Elkann e quello del Coni Giovanni Malagò. Da Malagò è arrivata però una proposta. “Sono convinto che si troveranno i soldi, ma serve una strategia univoca e darei la delega al presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani“, è la posizione del numero uno dello sport italiano, che proprio assieme a Sticchi Damiani ha accolto all’eliporto il premier, che si è trasferito nel paddock a bordo di una Fiat 500 X rossa. Circondato da un ruvido cordone di sicurezza, Renzi si è spostato dal motorhome della Fia all’hospitality Ferrari e quindi al box distribuendo sorrisi, strette di mano e un “in bocca al lupo” ai tecnici di Maranello, ma zero risposte alle domande sul futuro del Gp.

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Cuffie al collo, si e’ gustato la gara, soffrendo al fianco di Elkann per la falsa partenza di Kimi Raikkonen e andandosene di fretta appena la Mercedes di Lewis Hamilton ha tagliato il traguardo davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel. “Renzi ha vissuto benissimo la gara, sarebbe stato moto più contento se avessimo vinto“, ha raccontato Marchionne, che alla vigilia della corsa si era esposto per salvaguardare Monza. Lo ha fatto anche Flavio Briatore, sottolineando però che il futuro del Gp non è un argomento da presidente del Consiglio. “No, è una questione fra Ecclestone e l’Aci. Bernie conosce l’importanza di Monza, la mia sensazione è che il Gp resterà qui per anni. Ci sono Gp storici da mantenere anche se valgono meno di altri“, e’ convinto l’ex manager di Formula1, che sorride di fronte all’ipotesi di un’alternanza fra Monza e un altro circuito italiano. “Si, con Cuneo – ha scherzato Briatore nato da quelle parti – Là non è male la parabolica e sono pieni di soldi: Cuneo forever. Io non sono interessato, ma in Italia ci sono seimila miliardari, non credo sarà un problema“.