Mercoledi 7 Dicembre

Dieselgate: Winterkorn e la Volkswagen adesso tremano

La sete di potere e la voglia di primeggiare ad ogni costo hanno creato uno scandalo di proporzioni titaniche che avrà pesanti conseguenze sul Gruppo tedesco

Mai ci si sarebbe aspettato, da un solido e serio Gruppo automobilistico come la Volkswagen (fino ad oggi leader mondiale del settore automotive ), uno scandalo dalle imponenti dimensioni come quello legato alle emissioni truccate – già battezzato “Dieselgate” – che ha colpito in pieno il Costruttore tedesco .passat usa sport fair

I vertici della Casa di Wolfsburg hanno quindi gettato la maschera riconoscendo l’accusa arrivata dall’EPA (ente federale americano per la prevenzione ambientale ), hanno bloccato le vendite dei loro modelli diesel negli Stati Uniti e ritirato dal mercato ben 480 mila veicoli. Ovviamente queste mosse non serviranno ad impedire pesantissime ripercussioni: basti pensare che il titolo ha già perso oltre il 18% e il Gruppo rischia una maxi sanzione che potrebbe raggiungere i 18 miliardi di dollari, ovvero una tegola pesantissima. Non bisogna inoltre dimenticare l’immagine rovinata di un Gruppo che conta 7 brand automobilistici (Audi, Volkswagen, Seat, Skoda, Bugatti, Bentley, Porsche) e uno di moto (Ducati) tra i più importanti e prestigiosi al mondo. In gioco c’è il primato di primo Costruttore del globo e gli eterni rivali della Toyota ringraziano.

LaPresse-Reuters

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Ma cos’è successo? Com’è potuto accadere che la prima della classe diventasse una pecora nera? Una poco di buono? La risposta probabilmente bisogna cercarla nella voglia di primeggiare ad ogni costo, ma anche nella sete di potere che ha spinto i vertici del Gruppo Volkswagen ad uno scontro tra titani. Lo scandalo è infatti arrivato appena 5 mesi dopo la lotta interna che ha visto come protagonisti il “padre-padrone” Ferdinand Piech – ex presidente del consiglio di sorveglianza del gruppo – e l’attuale amministratore delegato,  Martin Winterkorn. Dallo scontro Piech ne era uscito sconfitto, anche a causa dei cattivi risultati di vendita sul mercato USA, ed aveva lasciato tutte le cariche, anche se ancora oggi risulta il maggiore azionista della società.

Oggi però, con l’arrivo di questo scandalo così violento ed inaspettato (almeno per i più), sono tutti ad aver perso: gli azionisti, i lavoratori e soprattutto la clientela che ha perso la cosa più importante, ovvero la fiducia.