Lunedi 5 Dicembre

Diego Dominguez dice la sua sul Mondiale azzurro di rugby che verrà

L’opinione di Diego Dominguez sul Mondiale di rugby che sta per iniziare

Diego Dominguez, per chi non lo conoscesse lo si può definire l’ultimo (e forse anche l’unico) mediano d’apertura, che la nostra nazionale abbia mai avuto, capace di dare certezze in campo sia al gioco al piede che sull’organizzazione in campo, nonché futuro Head Coach del Tolone, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta Dello Sport dove ha dato il proprio pronostico per il mondiale ormai alle porte.

LaPresse/Fabio Ferrari

LaPresse/Fabio Ferrari

Non avendo peli sulla lingua, l’ex N 10 azzurro ha così commentato il momento – ormai troppo lungo – che i ragazzi di Brunel e tutto il movimento ovale Italiano stanno vivendo: ” Non ha giocato bene nessuna delle due partite – dice in riferimento ai test-match dell’Italia contro la Scozia – C’è da dire che non c’era Parisse e che, viste le doti di leader, è mancato qualcuno che trascinasse il pacchetto di mischia. Sono davvero preoccupato. I giocatori devono rendersi conto che bisogna lottare molto di più per arrivare ad una vittoria. – Così continua poi Dominguez – La pool dell’Italia è difficile (Francia, Irlanda, Canada e Romania, ndr) e se il livello non migliora sarà durissima vincere anche una sola partita“.
Nell’intervista non si trova spazio solo per il tempo presente, anzi il futuro coach del club campione d’Europa in carica tocca anche altri punti: “Formazione. In questa parola c’è tutto. L’alto livello è così: vince chi lavora, chi ci mette la testa, non si vince per culo. Io a 35 anni passavo molto meglio che a 20, a 37 anni calciavo meglio che a 28. Quando ho capito che allenandomi con costanza miglioravo sempre di più, volevo fare sempre di più“.
E parla anche della tanto citata questione bonus: “Se ne poteva parlare per tempo. La federazione doveva evitare questa brutta pagina. Invece ha agito con arroganza e prepotenza“.
Insomma, parole dure da parte dell’ex Dominguez che non è sicuramente stato timido nell’esprimere i propri pensieri. Ma chissà, magari tutto questo è solo un modo per spronare i giocatori a dare il massimo nella competizione mondiale che inizierà tra 2 settimane. Speriamo queste parole facciano il loro dovere e che riescano a dare quella forza di cui hanno bisogno gli Azzurri, per dimostrare il loro vero valore.

Giorgio Pegoraro – Rugbymeet