Lunedi 5 Dicembre

Dall’acqua benedetta del Trap alla passione di Conte: azzurro mistico verso l’Europeo

LaPresse/Fabio Cimaglia

Una partita nella partita quella vissuta in panchina dal commissario tecnico della Nazionale Antonio Conte: una passione che riporta alla mente illustri predecessori

LaPresse/Davide Anastasi

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La passione di Antonio Conte. Senza voler essere blasfemi, ma a guardare il viso del commissario tecnico della Nazionale nel corso della sfida tra Italia e Bulgaria non riusciamo a trovare termine più appropriato. Una telecamera puntata addosso per tutto il corso dei 90’ a percepire ogni sfaccettatura del comportamento dell’ex allenatore della Juventus, che corre, suda, si dispera, prega e impreca per tutta la gara senza fermarsi un solo secondo. Quasi tarantolato.

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Si potrebbe dire che ha quasi faticato di più rispetto a qualcuno dei giocatori scesi in campo, ma con i tre punti in tasca e l’Europeo così vicino è una battuta che riponiamo volentieri in fondo al cassetto. Dopo il gol di De Rossi su rigore, i replay sono tutti per lui: viso trasformato dalla gioia ed esultanza che il popolo bianconero ha imparato ad amare nel tempo. Niente ‘esclusiva’ come i tifosi della Juventus speravano/immaginavano, ma vabbè, ne trarrà vantaggio lo spirito patriottico.

LaPresse/Davide Anastasi

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Le mani giunte di Conte riportano alla memoria la bottiglietta di acqua benedetta che Giovanni Trapattoni, suo predecessore sulla panchina azzurra, portava con sé nel taschino della giacca: il rituale al Trap non ha portato fortuna, il popolo italiano spera che a Conte vada meglio. Mani giunte o meno, alla fine conta il risultato. Azzurro mistico. Cinici o blasfemi che a dir si voglia.