Venerdi 9 Dicembre

Contador annuncia il ritiro: Tour 2016 e Rio per l’ultimo show

LaPresse/Fabio Ferrari

Il 2016 sarà l’ultima stagione agonistica per Alberto Contador. Il ciclista spagnolo lo ha annunciato oggi a Milano

Nella città del Giro d’Italia, teatro di tantissime passerelle rosa nella storia del ciclismo, Alberto Contador saluta la storica corsa a tappe italiana. L’occasione per fare il punto della situazione sui programmi futuri del Pistolero è la conferenza stampa, tenutasi a Milano, su alcuni eventi sportivi della sua “Fundacion Alberto Contador”, creazione e orgoglio del ciclista di Pinto.

dppi/lapresse

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Per la prossima stagione il primo e unico grande obiettivo sarà il Tour de France“. Con questo annuncio Contador si congeda dal pubblico italiano, che domani lo potrà ammirare sul Passo Gavia con amatori e amici. “Probabilmente sarà la mia ultima stagione agonistica – ammette con un velo di malinconia lo spagnolo – Per questo darò il 100% per il Tour, senza dimenticare le Olimpiadi di Rio de Janeiro, che saranno subito dopo. Se in quel momento sarò in forma, proverò anche le Olimpiadi. Il percorso è duro, mi piacerebbe far parte della Nazionale“. Contador abbandona qualsiasi velleità e aspirazione su ipotetici “doblete” e miracoli. Puntare a Giro e Tour nella stessa stagione si è rivelato pressochè impossibile, così come risulta difficile puntare a Tour e Vuelta (vedi Froome): “Ho dovuto lottare con squadre fortissime, come l’Astana al Giro d’Italia, e con tanti corridori pronti a vincere come al Tour de France. Sapevo delle difficoltà e della concorrenza, era un obiettivo difficile da raggiungere“. Dopo 3 vittorie in rosa (2 secondo gli almanacchi), Contador punterà alla terza maglia gialla della sua gloriosa carriera, dopo le vittorie nel 2007 e 2009.

LAPRESSE/MIGUELEZ

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La sua ultima stagione potrebbe chiuderla con un oro olimpico, proprio come un grande spagnolo del passato come Miguel Indurain, che vinse la sua ultima gara proprio nella cronometro di Atlanta nel 1996. “Sarà la mia ultima stagione agonistica, a meno che non succeda qualcosa al Tour, come una caduta e un ritiro. A quel punto potrei pensare di ritentare ancora una volta“. Ossessione gialla, anche se la corsa di casa un po’ gli manca. La Vuelta la sta seguendo solo in tv, ma è sufficiente per capire quali siano ormai i contendenti, a due giorni dal termine: “Sono usciti di scena grandi nomi (Froome, ndr), altri corridori sono in ritardo. Tom Dumoulin mi ricorda Indurain, per costanza e resistenza, ma apprezzo molto anche il coraggio di Fabio Aru. Nibali? Capisco la sua rabbia, dopo tante fatiche e allenamenti, ma le immagini televisive hanno parlato chiaro, si è attaccato all’auto e credo che fosse normale la sua squalifica“.

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Cosa farà da grande Alberto Contador? Sicuramente al centro dei suoi pensieri ci sarà la Fondazione, una vera e propria accademia per formare giovane ciclisti spagnoli: “Valutiamo non solo valori sportivi, ma anche umani. A Saragozza abbiamo un campus vero e proprio. Il mio sogno è trasformare questo gruppo in una squadra professionistica del World Tour, anche se serviranno tanti investimenti e sponsor“. Vietato escludere l’ipotesi che lo stesso Contador possa farne parte: “Sicuramente farò il mio ultimo anno con la Tinkoff, poi vedremo. Tra qualche anno mi vedo come supervisore, non come direttore sportivo“. Con qualche linea di febbre, Contador si congeda da Milano, in attesa della pedalata in amicizia di domani in Valtellina: “La salita dell’Etna (Giro 2011, quello poi revocato, ndr) e quella vittoria di tappa saranno un ricordo bellissimo dell’Italia, i tifosi sono sempre stati calorosi con me. Mi sono sempre sentito a casa“.