Giovedi 8 Dicembre

Carpi, ma che combini?!? L’esonero di Castori, ingratitudine e follia

Foto Stefano De Grandis/LaPresse

Il Carpi ha esonerato Fabrizio Castori nonostante i 2 punti e i 6 gol fatti nelle prime 5 partite affrontando altrettante big

Foto LaPresse - Gianfilippo Oggioni

Foto LaPresse – Gianfilippo Oggioni

Non ha certo una grande squadra il Carpi che dopo aver dominato l’anno scorso il campionato di serie B, si affaccia per la prima storica volta in serie A. E nessuno si aspetta che punti alla Champions League: già riuscire a lottare per la salvezza fino all’ultima giornata sarebbe un successo. Eppure oggi il Carpi ha deciso di esonerare Fabrizio Castori, l’allenatore protagonista della straordinaria cavalcata dello scorso anno, artefice di quella promozione inattesa al punto da coronare il sogno di una carriera fatta di tanta umile gavetta.

Foto LaPresse - Massimo Paolone

Foto LaPresse – Massimo Paolone

Un gesto ingrato, quello della società emiliana, ma non solo. Il Carpi non ha certo iniziato male questo campionato: nelle prime 5 partite ha affrontato le squadre più forti del torneo, l’Inter e la Fiorentina prime in classifica, il Napoli, la Roma e il Palermo in trasferta (non ci risulta che al Barbera sia una passeggiata per nessuno). Nonostante tutto, il Carpi di Castori ha conquistato 2 punti in classifica grazie a due pareggi 0-0 in casa contro il Napoli e 2-2 in trasferta a Palermo. Sconfitte di misura con Inter (1-2) e Fiorentina (0-1), unica debacle sabato all’Olimpico di Roma (5-1), ma i sei gol fatti e i due punti che tengono la squadra a -2 dalla salvezza, non erano comunque un bottino da buttar via vista la caratura delle rivali affrontate.
Se il Carpi deve giocarsi la salvezza, può farlo contro Frosinone, Empoli, Bologna, Udinese, magari anche contro il Verona, il Genoa, l’Atalanta, il Chievo, il Sassuolo. Può provare il colpaccio con la Lazio, ma per i punti con le big servono i miracoli. Eppure Castori li aveva già fatti.

Che senso ha, quindi, un esonero così affrettato? Ingratitudine e follia, per un calcio in Italia troppo legato al risultato immediato.