Sabato 3 Dicembre

Calcio: Bruno Pizzul e la top11 di sempre della Nazionale

LaPresse/Omar Abd el Naser

Il telecronista dei telecronisti ha rilasciato un’intervista ricca di significato

Se pensi a un telecronista del passato recente non puoi non volare con la mente a Bruno Pizzul: è stato la voce dei nostri ricordi da ragazzi, ha saputo accarezzare il pallone meglio di tanti altri, avvicinando con maestria la nazionale di calcio rendendola, se possibile, ancora più popolare.

Intervistato sui più disparati temi dal Corriere dello Sport, Pizzul è stato un piacevole fiume in piena, spaziando da Pelè e arrivando alla sua nazionale, quella dei sogni, partendo però dal suo debutto: “Era il 1970. Ero da poco stato assunto dalla Rai e da Milano mi mandarono subito a fare uno spareggio di Coppa Italia tra Juventus e Bologna sul campo neutro di Como. Ma commisi un’imprudenza: avevo pianificato la partenza molte ore prima della partita e mentre stavo per partire passò Beppe Viola che mi disse: “Ma dove vai così presto, sei matto? Ti accompagno io, ci mettiamo una ventina di minuti”. Ovviamente arrivammo in ritardo di 15 minuti. Fortunatamente la partita era trasmessa in differita, così potei recuperare i minuti di buco alla fine. Non fu un bel biglietto da visita per i miei superiori ma quando seppero che mi ero affidato a Beppe Viola mi dissero: “Se c’è Viola di mezzo, va bene così!”.

LaPresse/Omar Abd el Naser

LaPresse/Omar Abd el Naser

Un viaggio nella memoria di un grande uomo, che ricorda le prime telecronache come le più belle e quella dell’Heysel come la più brutta mai vissuta. Nessun dubbio però sul mondiale più faticoso affrontato: “Quando fai un lavoro che rappresenta per te una grande passione la fatica non la senti. Forse sul piano fisico quello più difficile è stato quello di Messico ’86. Doveva essere l’ultimo Mondiale di Martellini ma proprio all’inizio della manifestazione ebbe un malore e quindi mi fu affidato tutto il suo gruppo di partite oltre a quelle che dovevo già commentare io. Per me fu un carico di lavoro importante in un Paese straordinario ma simpaticamente sgangherato come il Messico: non funzionava nulla ma appena avevi un problema arrivavano 20 persone ad aiutarti!” – mentre il dubbio nasce nello scegliere il migliore di sempre – “Difficile scegliere tra Maradona e Pelé. Diego era uno scherzo della natura con quel fisico ma faceva cose straordinarie con i piedi, numeri contrari alle leggi della fisica. Pelé era un grandissimo atleta con un gioco bellissimo da vedere. Ma anche i nostri ‘cavallini’ non erano niente male: penso a Rivera, Bulgarelli, Baggio, Totti e Del Piero…”.

La nazionale è stata la sua seconda casa per tanti anni, per questo Pizzul si trova in difficoltà nello scegliere il suo 11 ideale da mandare in campo: “Scelgo Zoff in porta, a destra Burgnich, a sinistra Paolo Maldini. Scirea libero e Rosato stopper. Bruno Conti ala destra, poi Bulgarelli, Rivera, Totti, Boninsegna e Riva”.

Un signore del calcio, vicino o lontano dal campo fa poca differenza.