Lunedi 5 Dicembre

Basket, parla il padre di Pagani: “sta lottando come un guerriero”

Non si conoscono ancora le condizioni del 21enne Pagani in coma farmacologico dopo l’arresto cardiaco di ieri durante una partita di basket, ma sta lottando come un guerriero

Mio figlio l’ho visto molto meglio, sta lottando come un guerriero“. Poche parole accompagnate dalle lacrime agli occhi per il papa’ di Alessandro Pagani, il cestista 21enne dell’Assigeco che ieri sera durante un’amichevole al palazzetto dello sport di Manerbio, nel Bresciano, contro la Centrale del latte Basket Brescia si e’ accasciato sul parquet colpito da arresto cardiaco. Per tutta la giornata i genitori, i compagni di squadra e gli amici di Alessandro sono stati in attesa di buone notizie nella sala d’attesa del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Manerbio dove il cestista e’ ricoverato da ieri.

pagani arresto cardiaco1Solo domattina mattina ne sapremo di piu’, ora e’ troppo presto“, ha spiegato il padre. Pagani resta in coma farmacologico e intubato, ma starebbe reagendo alle cure mediche. Le tre tac al quale e’ stato sottoposto, encefalo, toracica e angiotac, hanno dato esito negativo. “Questo e’ buon segno, sicuramente ha dimostrato di avere un fisico forte” spiega Marco Moretti, il medico di Brescia che per quaranta minuti, insieme ad una dottoressa presente sugli spalti del palazzetto di Manerbio, ha rianimato Pagani. “Ho temuto che non ce la facesse perche’ il cuore non riprendeva piu’ a battere. Ho tirato un sospiro di sollievo quando ha ricominciato a respirare autonomamente” ammette il medico bresciano che ripercorre i drammatici momenti vissuti sul parquet tra la disperazione generale. “Prima abbiamo praticato il massaggio cardiaco, poi usato il defibrillatore , ma visto che non bastava, abbiamo somministrato dosi di adrenalina“. Per Moretti “Pagani ha un fisico forte e i risultati delle tac fanno ben sperare“. Il medico bresciano conferma poi che al momento del malore accusato dal cestista 21enne al palazzetto dello sport non era presente l’ambulanza. “E’ gravissimo, anche se va detto che l’ospedale dista un chilometro. In ogni manifestazione sportiva deve pero’ sempre esserci”. Dubbi poi anche sulla presenza del defibrillatore: “Non se fosse di Manerbio o lo ha fornito la societa’ di Omegna che aveva giocato poco prima. Importante – aggiunge il medico – che poi e’ saltato fuori. Senza il defibrillatore Alessandro non ce l’avrebbe fatta”.