Volley, Berruto: “non abbandono l’idea di tornare sulla panchina della nazionale”

La Presse

Dopo le dimissioni, Berruto torna a parlare della situazione creatasi nella nazionale italiana di pallavolo, non escludendo un suo ritorno

Mi sento come un maratoneta che dopo 41 km si deve fermare all’ingresso dello stadio olimpico, il luogo che aveva sognato e a cui aveva dedicato ogni fatica. Il fatto è che questa maratona, magari camminando, la voglio finire lo stesso”. A dirlo, in un’intervista al “Corriere della Sera”, l’ex ct dell’Italvolley, Mauro Berruto. “A Rio quattro giocatori hanno deliberatamente deciso di non rispettare una mia indicazione: fra i quattro, purtroppo, c’era Travica, il capitano – ricorda –. Allenatore e atleti non possono essere sullo stesso piano: ho sempre esercitato il buon senso, tuttavia ci sono momenti in cui il rispetto dei ruoli deve essere sostanziale. Clima pesante? Non commento. Dico solo che abbiamo un’idea differente del ruolo di capitano: è stato un mio errore non capirlo” “Non sono impazzito – spiega ancora Berruto – l’episodio è la recidiva di altri, uno dei quali grave e precedente il Mondiale: era stato sanzionato con una multa e riguardava 2 dei 4 coinvolti nel caso di Rio“. Secondo Berruto gran parte dello ‘smottamento’ era partito alla “cena per l’argento all’Europeo 2013. Per la prima volta ho avvertito che l’egoismo stava minando un valore fondante della mia squadra: l’essere a disposizione in modo incondizionato“. La Fipav aveva confermato Berruto. “Sono partito da Rio con un senso di condivisione rispetto alla scelta fatta. Ma in Italia ho trovato un clima cambiato, anche perchè – sottolinea – qualcuno ha galoppato la situazione per saldare dei conti. Ho tolto d’imbarazzo la Federazione da un’improbabile difesa ad oltranza: l’aria era ormai irrespirabile”. Conclude Berruto: “Forse per un po’ mi occuperò d’altro, ma non abbandono l’idea di tornare sulla panchina della nazionale per completare il chilometro lasciato in sospeso“.