Domenica 11 Dicembre

Urla e isterismo per il ritiro di Sun Yang

LaPresse/Xinhua

Nuovi particolari sul ritiro misterioso di Sun Yang: i cinesi avrebbero sequestrato un intero spogliatoio

Non si sgonfia ancora il caso riguardante le motivazioni che hanno portato al ritiro di Sun Yang pochi attimi prima della finale dei 1500m stile libero, quella vinta dal nostro Paltrinieri, per primo lui stesso basito per la non presenza del cinese pigliatutto (in vasca) nella corsia accanto alla sua.

Se ormai si è saputo che alla base della non presenza di Yang c’è stato un clamoroso litigio con la nuotatrice brasiliana Larissa Oliveira per uno scontro definibile fortuito nella piscina di riscaldamento ma mal digerito dal cinese, emergono ora particolari inquietanti sugli attimi successivi la decisione di non prendere parte alla gara.

Si scopre così che i cinesi avrebbero requisito l’intero spogliatoio, secondo le testimonianze di alcuni nuotatori presenti alla scena e costretti di fretta e furia a lasciare la locker room. Atleti presenti ma che hanno preferito in parte l’anonimato hanno riportato scene di assoluto isterismo da parte del campione cinese, chiuso da circa 20 cinesi nello spogliatoio per una sorta di regolamento dei conti, con il nuotatore addirittura a sfasciare con pedate e pugni il suo armadietto.

Il campionissimo ranista Adam Peaty attraverso il suo blog ha riportato l’accaduto parlando di un Sun a metà fra l’indemoniato prima e lacrime copiose poi, il mezzofondista Pale Joensen, finalista mancato, si è giustamente scagliato contro la delegazione cinese per aver preso una decisione del genere troppo tardi, quando sarebbe bastato annunciare il forfait entro un’ora dall’inizio della gara per poter divenire lui stesso riserva.

LaPresse/Fabio Ferrari

LaPresse/Fabio Ferrari

Sempre Peaty non è certo andato leggero nei confronti del cinese, affermando che la gente non ha bisogno di un nuotatore che dovrebbe fungere da esempio e che invece si lascia andare a scenate simili, cogliendo l’occasione per ricordare anche la sospensione subita dal cinese per doping (positivo a uno stimolante): “Non so cosa sia successo davvero dietro le quinte, ma è davvero deludente, è uno schiaffo al buon senso, non è un buon messaggio questo mandato da un nuotatore che è stato anche squalificato per doping. Cosa può pensare la gente dopo averlo visto di nuovo vincere e poi rinunciare?”.

Di sicuro un caso che continuerà a far parlare, soprattutto nei prossimi appuntamenti importanti del nuoto mondiale.