Domenica 4 Dicembre

Trofei, donne e quel ciuffo glamour: Adriano Panatta il tennista playboy

Nel 1976 l’anno di grazia: Roma, Roland Garros e Coppa Davis in Cile. La storia di Adriano Panatta tra successi, donne e quell’affronto a Pinochet

“La figura del playboy impenitente è una favola che mi hanno cucito addosso”. Copyright by Adriano Panatta. Uno che di donne e tennis se ne intende eccome. La carriera sportiva e la vita privata, che di privato ha ben poco, dell’ex tennista romano sono due strade che corrono l’una accanto all’altra, vicine fin quasi a sfiorarsi e a delineare scenari particolari, carichi di tennis in salsa glamour.

panattaAdriano Panatta inizia la sua avventura nel Tennis Club Parioli a soli 15 anni,  per poi salire alla ribalta nazionale qualche anno dopo. Siamo nel 1970 e, a Bologna, Panatta conquista i Campionati Italiani Assoluti di Tennis superando in cinque set la leggenda tricolore della racchetta, Nicola Pietrangeli. Il bis arriva l’anno dopo a Firenze, dove si laurea nuovamente miglior tennista d’Italia. Varcati i confini nazionali, l’ascesa di Panatta non sembra conoscere impedimenti, Bournemouth nel ’73, Firenze nel ’74 e Stoccolma nel ’75: tutte decorazioni che si appunta sul petto per arrivare carico all’anno di grazia della sua carriera, il 1976.E’ la stagione della svolta, e inizia subito con gli Internazionali di Italia che si svolgono a casa sua, a Roma. Al primo turno supera l’australiano Warwick dopo avergli annullato ben 11 match points, per poi andarsi a prendere il trofeo sconfiggendo in finale Vilas con un netto 3-1. Passano poche settimane e Adriano Panatta diventa il secondo italiano, dopo Pietrangeli, a vincere il Roland Garros. Sotto i colpi del romano cadono Hutka, Borg e infine Solomon che, in finale, si arrende al quarto set. Non finisce qui. A dicembre è tempo di Coppa Davis e Panatta, insieme a Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, va in Cile a giocarsi la finale contro i cileni, davanti al dittatore Augusto Pinochet. E’ un trionfo azzurro, è la prima, e ultima, Coppa Davis tinta di verde bianco e rosso.

italia_cile_formazione_coppa_davis_1976_Come se non bastasse Panatta, insieme a Bertolucci, si presenta in campo con una maglia rossa in segno di protesta contro il regime di Pinochet. Oltre al danno, la beffa per i cileni. A questa si aggiungono altre tre finali, ma Australia, Usa e Cecoslovacchia si dimostrano più forti degli azzurri, impedendo agli italiani il sogno del bis. Record su record per Panatta che qualche mese dopo raggiunge il quarto posto nel ranking mondiale, tutt’ora il miglior piazzamento di un tennista italiano nell’era open. Mette in tasca anche i tornei di Houston e Tokyo, per poi presentarsi di nuovo in finale agli Internazionali d’Italia, ma Borg questa volta è insuperabile e si prende la corona italiana. I numerosi incontri ravvicinati tra i due determinano la nascita di un rapporto di amicizia, che porta Panatta addirittura a fare da cupido per il tennista svedese, presentandogli una sua ex fiamma, Loredana Bertè, che Borg seduce e poi sposa. Qui iniziano a intrecciarsi le carriere di tennista e di latin lover del bell’Adriano, che inizia a fare incetta non solo di trofei, ma anche di cuori infranti. La stessa nuotatrice Novella Calligaris cede al fascino di Panatta, ma la sua infatuazione verrà dichiarata ai media a distanza di anni, addirittura nel 2009.

panatta-berte-martini-693578_tn Si susseguono poi Mita Medici, Serena Grandi e Clarissa Burt tra le più famose ragazze accostate al tennista romano, il quale poi decide di mettere la testa a posto e sposare Rosaria, che lo accompagna tutt’oggi tra un gossip e un altro. L’ultimo parla di una presunta love story con un’avvocatessa trevigiana che dimostra che a 64 anni, il ciuffo di Panatta fa ancora faville. “Ho perso tutti i miei trofei, ma non me ne frega niente” e come la mettiamo Adriano se dovessi perdere il tuo fascino?