Domenica 4 Dicembre

Shuudan Koudou, il nuovo sport con gli occhi a mandorla

Perfezione e sincronismo sono le caratteristiche principali dello Shuudan Koudou, il nuovo sport giapponese che richiama le vecchie marce militari rendendole un po’ più affascinanti e spettacolari

Il nome sembrerebbe uno scioglilingua ma niente di tutto ciò. Parliamo di un innovativo sport giapponese che sta prendendo piede all’interno di molte università nipponiche, Shuudan Koudou è il suo nome, letteralmente “azione collettiva”, nel nostro idioma.

untitledLo Shuudan Koudou non è altro che una camminata sincronizzata di persone, studenti universitari per l’appunto, che riprende una marcia militare un po’ più evoluta ma non per questo meno massacrante. Coloro che si affacciano a questo sport sanno già di dover faticare per poter riuscire ad esibirsi nel miglior modo possibile senza “stonare”. Ogni movimento è definito nei minimi dettagli e la sincronizzazione dev’essere perfetta, per non trasformare uno spettacolo affascinante in un’esibizione raccapricciante. Ore ed ore di duro allenamento, 3 volte a settimana per 5 mesi, per poter trovare la complicità coi compagni e quella perfezione nei movimenti, fondamentale per poter interpretare al meglio lo Shuudan Koudou. Per comprendere appieno lo sforzo e la fatica compiuti da questi studenti, si calcola che essi percorrano duranti gli allenamenti 1200 km, per capirci la distanza che separa Roma e Parigi! Ma questa nuova disciplina giapponese che tanti proseliti sta facendo in Oriente, racchiude in sé anche un qualcosa di formativo: “Questo sport va oltre la semplice esibizione – dichiara Keiko Suzuki, capitana di una delle squadre – può tornare utile sia per abituarsi sempre di più al lavoro di squadra, sia per eseguire gli ordini col giusto spirito”.

428595_japanci-setnja2_fElementi fondamentali in un mondo del lavoro giapponese tacciato molto spesso di individualismo ed egocentrismo. Il sogno che si fa strada negli ambienti vicini allo Shuudan Koudou è quello che diventi una disciplina olimpica, ma prima sarebbe necessario che questo sport, ampiamente sconosciuto in Europa, valichi il Mar Giallo e tenda la mano al vecchio continente. Avvenute le presentazioni si potrà pensare di metter su una competizione, ma, fino a quel momento, lo Shuudan Koudou rimarrà uno sport con gli occhi a mandorla.