Venerdi 9 Dicembre

Rugby: uno sport da bestie, giocato da signori

Uno sport duro, di contatto, apparentemente violento, ma giocato da veri signori

Che il rugby sia uno sport di contatto molto duro lo si da per certo. Ma proprio per la fisicità del gioco vi sono regolamenti chiari e nitidi, che tutti rispettano.
In Inghilterra, madre patria di questo sport, vi è un detto conosciuto da tutti: “Il rugby è uno sport da bestie giocato da signori“.
Mai parole furono più vere. Questo sport, fatto di placcaggi, di impatti e di pulizie in ruck – la ruck è quel “groviglio di corpi” che si crea durante le fasi di gioco dinamico e che avviene ogni qualvolta vi è un placcato e un placcatore che finiscono a terra, invitando i compagni alla pulizia del pallone e, quindi, il mantenimento di quest’ultimo – è regolamentato da un codice di leggi chiaro e preciso.
Il solo regolamento a volte non basta. Vi sono infatti delle leggi non scritte che ogni rugbista conosce e rispetta, eccone alcune:

  • Non si parla con l’arbitro, solo il capitano ha questo compito-dovere, qualsiasi altra parola detta da chiunque altro è un’atto di maleducazione non tollerato
  • Pugni, calci e scorrettezze varie non sono tollerate, in quanto se vuoi importi sul tuo avversario hai tutte le possibilità di farlo secondo regolamento (ad esempio placcandolo duramente o attaccandolo facendolo “rimbalzare” al contatto)
  • Che si vinca o che si perda, finiti gli 80 minuti di gioco, si è tutti amici, si mangia e si brinda assieme senza creare polemica alcuna. Il campo parla, tutto il resto sono solo parole al vento
  • “Non fare mai del male ad un’avversario, avresti altre 14 persone poi che vorrebbero vendicarlo”

Quest’ultima regola è stata ideata per la prima volta dalla colonna del rugby italiano Mario “Maci” Battaglini, quando, durante un derby con i “cugini” del Petrarca Padova, ha placcato duramente un avversario facendolo uscire in barella dal campo riportandogli una frattura del bacino, dopo che questo aveva rotto un dito ad un compagno di Maci, per fargli lasciare il pallone in una maul (raggruppamento in piedi).
Insomma, come ogni sport, il rugby ha il proprio regolamento, ma più di tutti ha un proprio regolamento per quei “signori” che lo praticano, che si rispettano giocando il meglio possibile ogni “maledetta” domenica.

Giorgio Pegoraro – Rugbymeet