Sabato 10 Dicembre

Rugby: uno sport completo

LaPresse/Alfredo Falcone

Il rugby è uno sport completo, fisico ma soprattutto mentale, uno sport a 360 gradi

Che il rugby sia uno sport fisico e a volte un pò cruento lo si sa.
Ma agli occhi di tutti appare solo la partita della domenica, dove si vedono impatti e placcaggi a volte disumani. Ecco, dietro a questi colpi ad alta velocità vi è una preparazione fisica-mentale meticolosa e programmata sotto ogni punto di vista.
Nel rugby, quello professionistico  in particolare, i giocatori suddividono le loro giornate in più tipi di allenamenti, partendo dalla preparazione atletica, passando per la palestra e la pratica di alcune arti marziali, fino ad arrivare all’allenamento in campo.
Insomma, spesso vediamo i giocatori che sono dei veri “armadi a 4 ante”, ma si sa, al mondo nessuno ti dà niente per niente e il costo per essere così preparati e performanti è la pratica sistematica e reiterata.
Questa preparazione fisica, però, non è tutto; come dice il buon Giovenale nelle Satire: “Mens sana in corpore sano”. Ed ecco quindi che oltre all’allenamento del corpo entra in gioco anche l’aspetto mentale è una sorta di allenamento della propria menta che, soprattutto in questo sport, deve essere lucida ma pronta alla battaglia in ogni singolo istante.
Negli ultimi anni, infatti, nasce la figura del “Mental Coach”, colui il quale ha il compito di perfezionare la mente e il pensiero dei giocatori, per renderli capaci di trovare le forze di continuare a lottare anche nei momenti più difficili.
Insomma, il rugby è sicuramente una disciplina di combattimento e contatto, di forza fisica e cattiveria agonistica che viene, però, controllata da una capacità mentale non indifferente.
Uno sport a 360 gradi.

Giorgio Pegoraro – Rugbymeet