Venerdi 9 Dicembre

Rugby Olimpico: tra 365 giorni esatti il ritorno del rugby (a 7) ai giochi olimpici

LaPresse/AP/Scott Heppell

Cresce l’attesa del ritorno del rugby (a 7) ai Giochi Olimpici: mancano 365 giorni a Rio 16

Tra esattamente un anno inizieranno le Olimpiadi di Rio 2016, e per la prima volta dopo quasi 100 anni – l’ultima apparizione della palla ovale fu nel 1924 – si rivedrà il rugby tra i giochi olimpici, nella sua variante a 7.
Torniamo indietro nel tempo. Il rugby a 15, quello originale per intenderci, fu presente in 4 edizioni delle Olimpiadi (nel 1900-1908-1920-1924).
Nel suo ultimo anno di partecipazione, lo sport della palla ovale, vedeva iscritte alla competizione tre squadre: la Francia, in qualità di paese ospitante, gli USA, campioni in carica e la Romania.
Il torneo iniziò il 4 Maggio 1924, con la partita inaugurale che vide contrapposte la squadra francese e quella rumena, quest’ultima ne uscì sconfitta per 61-3.
Una settimana dopo, furono gli statunitensi a infliggere un’altra batosta alla formazione rumena per 37-0; quello che però accadde durante questa partita fu qualcosa che va oltre il rugby e che non è assolutamente contemplato nel mondo ovale attuale. La formazione USA venne fischiata dalla tifoseria francese, che già in precedenza aveva dimostrato di non tollerare la presenza Americana nella competizione (questo dovuto a motivi politici post I Guerra Mondiale).
Arrivati, dunque, alla finale tra Francia e USA, giocatasi di fronte a 50.000 spettatori in visibilio per la formazione di casa, per evitare “problemi” il campo era stato separato dagli spalti da una struttura fatta di fil di ferro.
Questo non bastò e, dopo la vittoria della formazione del “Nuovo Mondo” per 17-3, i tifosi Blues invasero il campo e gli spalti della tifoseria avversa con l’intento di picchiare giocatori e pubblico a stelle e strisce.
L’intervento immediato della polizia e dei giocatori francesi, però, evitò la tragedia.
Questa immagine che il rugby lasciò di se, unito anche a motivazioni burocratiche – basti pensare che tra i sostenitori della palla ovale ai Giochi Olimpici vi era il Barone De Coubertin, membro CIO (Comitato Olimpico Internazionale), che venne però estromesso da ogni comitato di organizzazione futura – portò all’esclusione della palla ovale dalle Olimpiadi.
Vi furono moltissimi tentativi di reintegro di questo sport, ma furono sempre respinti con la motivazione di “sport troppo violento” (piccola precisazione – furono ammessi sport come Karate e Box – giusto per dare un’idea della scarsa credibilità delle motivazioni date), fino a quando nel 2009 il rugby, nella sua variante a 7, ottenne finalmente il riconoscimento di sport Olimpico dal CIO, fissando il debutto per le Olimpiadi di Rio 2016.
Attendiamo tutti, quindi, di rivedere questo bellissimo sport nella XXXI edizione che si terrà l’anno venturo.

Giorgio Pegoraro – Rugbymeet