Sabato 10 Dicembre

Prandelli boccia la Nazionale: “non vedo futuro”

Il tecnico bresciano pessimista sulla crescita della Nazionale di Conte: “la Nazionale interessa solo quando ci sono Europei e Mondiali, in un calcio malato come il nostro non vedo un buon futuro per gli azzurri”

Brasile 2014 è ancora un ricordo fresco nella mente di Cesare Prandelli, timoniere di un’Italia incapace di superare la fase a gironi degli ultimi Mondiali e tornata a casa tra mille polemiche.

LaPresse/Fabio Ferrari

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E con le dimissioni dell’ex ct, che a ‘Radio Rai’ è tornato a parlare della disastrosa spedizione azzurra: “mi sono assunto tutte le responsabilità, soprattutto le mie, perché l’impianto tecnico non ha funzionato: se col Costa Rica non riusciamo a creare occasioni da gol vuol dire che l’impianto tecnico non ha funzionato anche se con l’Inghilterra aveva funzionato benissimo”. Secondo Prandelli, adesso, il lavoro che attende Conte è in salita: “un futuro puoi vederlo quando i nostri ragazzi crescono, se hai una programmazione di 4-8 anni allora vedi un futuro. Se invece i nostri ragazzi arrivano a 20 anni e sono competitivi a livello europeo e non sono poi protagonisti nel nostro campionato allora vuol dire che qualche problema il calcio italiano ce l’ha”. Poi la ‘stoccata’ ai nostri club: “hanno troppo potere – il pensiero dell’allenatore bresciano – hanno interessi esclusivamente economici, sono molto pessimista e l’ho sentito sulla mia pelle.

LaPresse-Reuters

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La Nazionale interessa solo quando c’è un Europeo o un Mondiale, non c’è voglia di risanare un calcio che è malato perché non riusciamo a produrre nostri giocatori. Qualche problema ce l’abbiamo. Se tutti pensassero che la squadra più importante in Italia sia la Nazionale – prosegue Prandelli – avremmo risolto tutti i problemi, potresti programmare il futuro con le società. Non puoi dire no alla chiamata, è una responsabilità”. Chiusura sull’addio alla panchina azzurra, gesto su cui l’ex selezionatore ammette: “non so, c’era una situazione particolare, il presidente Abete ha vissuto momenti impegnativi, io sono legato in maniera straordinaria a questa persona e mi sembrava giusto assumermi tutte le mie responsabilità, in quel momento mi sentivo responsabile della situazione tecnica”.