Giovedi 8 Dicembre

Non chiamatele sorprese, loro sono le cenerentole diventate principesse

LaPresse/EFE

Dal primato del Leicester, alla Supercoppa dell’Athletic Bilbao, passando per la rivelazione Reims e la favola Ingolstadt. La rivincita delle squadre che non ti aspetti

Chiamatelo il bello del calcio o, semplicemente, la rivincita delle debuttanti.

Paul Harding/Lapresse

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In tutta Europa sono numerosi i casi straordinari di quelle cenerentole del calcio che, per qualche settimana, scombussolano gli scenari e si piazzano con il naso davanti alle più blasonate avversarie che, ad Agosto, proclamano di lottare per i vertici. Chiedete ai tifosi del Leicester se, dopo due giornate di Premier, avrebbero scommesso un solo euro sul fatto di tenere dietro di ben 5 punti, non bruscolini, niente meno che i campioni d’Inghilterra del Chelsea? Claudio Ranieri è un allenatore esperto e navigato e, in cuor suo, sapeva di avere tra le mani un bel giocattolo capace di conquistare 22 punti nelle ultime 9 giornate dell’ultimo campionato. L’allenatore italiano ha preso per mano i Foxes e li sta facendo sognare, magari si ritroverà a fine campionato ancora invischiato nella lotta per non retrocedere, ma non ci punteremmo troppo.

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Del resto l’ultima apparizione del tecnico testaccino in Premier è un fiore all’occhiello: secondo posto e semifinale di Champions, un bel biglietto da visita! Cenerentole ma non troppo, perché un exploit d’inizio stagione ci sta certo, ma vincere un trofeo, addirittura contro i campioni di tutto, ti fa diventare una principessa con entrambe le scarpette di cristallo. Parliamo dei leoni baschi dell’Athletic Bilbao, capaci di schiantare il Barcellona di Luis Enrique e riportare a casa una coppa che mancava da ben 31 anni. Tutto nel segno del 34enne Aritz Aduriz, uno che mai in carriera aveva battuto i blaugrana e l’ha fatto nel modo più impietoso possibile, siglando 4 reti in due incontri, una vera forza della natura. Un successo che ha dell’incredibile se si pensa che il Bilbao tessera solo giocatori baschi e nell’ultimo mercato ha acquisito solo calciatori svincolati.

Non si tratta di un trofeo ma è comunque da raccontare la storia di mister Guegàn, il guru che ha stregato Reims. Sei punti in classifica dopo due giornate e PSG appaiato in testa alla Ligue 1. Il coach francese, dopo una lunga gavetta in giro per l’Europa, finalmente, si prende la propria rivincita e mette paura ai più quotati avversari: “abbiamo avuto tempo per prepararci con cura e devozione ai particolari. Il PSG è più forte, noi non facciamo la corsa su di loro, puntiamo a mettere da parte un bel bagaglio di punti per respirare durante tutto l’arco della stagione”. La sfida dei francesi è, dunque, iniziata nel migliore dei modi. Un modo per vincere lo ha trovato anche l’Ingolstadt, matricola bavarese che va ad aggiungersi, al Bayern e all’Augsburg, tra le rappresentati della gloriosa regione teutonica in Bundesliga. 54esima squadra a debuttare nel massimo campionato tedesco, l’Ingolstadt lo ha fatto nel migliore dei modi, vincendo a Magonza per 1-0.

ingolstadtNon male per una formazione rimasta uguale allo scorso anno, con un valore della rosa stimato in 22,7 milioni di euro, un venticinquesimo di quella del Bayern (568 milioni). L’Ingolstadt però è arrivato per restare e mister Hasenhutti lo certifica: “la promozione in Bundes è molto più difficile che evitare la retrocessione”. Loro ci credono, loro sono le matricole terribili, le cenerentole diventate principesse.